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Bertil Cottier nominato membro della Commissione federale dei media

Servizio comunicazione istituzionale

Bertil Cottier, professore di Diritto della Facoltà di scienze della comunicazione dell’USI, è stato nominato membro della Commissione federale dei media (COFEM) per il quadriennio 2020-2024.

Questa Commissione extraparlamentare, istituita dal Consiglio federale, ha funzione consultiva per le autorità in merito ai media e allo sviluppo della comunicazione sociale. Oggi ci interfacciamo infatti con un mercato dell’informazione che ha subito importanti cambiamenti sia a livello tecnologico che a livello sociale. “Le principali questioni legate alla politica dei media che la Svizzera deve oggi affrontare si caratterizzano per una forte componente costituzionale” afferma Cottier, ed è proprio per sopperire alla mancanza di un esperto di diritto dei media che l’attuale presidente della COFEM, Jarren Otfried, lo ha proposto come nuovo membro. Il Prof. Cottier contribuirà quindi ai lavori della Commissione con le sue competenze in ambiti di insegnamento e ricerca come la libertà dei media, la statuto della radio-televisione o ancora la “governance” di Internet.

La Commissione contribuisce inoltre a trovare soluzioni sostenibili per plasmare il sistema mediatico svizzero del futuro. Secondo Cottier le sfide e le priorità che il nostro paese deve affrontare in questo settore sono principalmente due: “la prima riguarda la concentrazione dei media e la conseguente perdita di pluralismo, fondamentale invece in un paese come il nostro che, basato sulla democrazia diretta, vede nell’accesso a fonti diverse un cardine fondamentale del proprio sistema politico”. La seconda sfida riguarda invece proprio il diritto dei media, che attualmente regola i media tradizionali come la stampa e la radiodiffusione: “l'avvento delle piattaforme Internet ha rivoluzionato offerta, accesso e fruizione delle informazioni e richiede una revisione approfondita della legislazione pertinente” spiega Cottier.

Si è dibattuto molto nel nostro Paese sul ruolo del servizio pubblico, sull’importanza della pluralità dell’informazione e di un giornalismo di qualità. La Svizzera in questo senso si trova a reagire ai cambiamenti portati dalle comunicazioni digitali globali, rimanendo attenta a rispondere alle esigenze di una realtà plurilingue e multiculturale che la contraddistingue rispetto agli altri paesi. La rinnovata Facoltà di comunicazione, cultura e società - con una denominazione che meglio risponde alle attuali sfide della società - si posiziona proprio in questo contesto unico: “Consiglio agli studenti della nostra Facoltà non solo di interessarsi alla mondializzazione della comunicazione, ma di prestare attenzione alle peculiarità della Svizzera. Una perfetta conoscenza delle specificità del territorio nazionale è decisiva per il successo professionale nel nostro Paese” conclude Cottier.

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