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Premio Pfizer 2020: ricercatrici IRB e IOR premiate per i loro studi in ambito oncologico e neurologico

© Stiftung Pfizer Forschungspreis
© Stiftung Pfizer Forschungspreis

Servizio comunicazione istituzionale

Si è tenuta giovedì 6 febbraio a Zurigo la consegna del Premio Pfizer per la ricerca, giunto alla ventinovesima edizione. Tra i premiati anche Daniela Latorre, già ricercatrice presso l'Istituto di ricerca in biomedicina (IRB) affiliato all'Università della Svizzera italiana e attualmente ricercatrice all'ETH di Zurigo, e Arianna Calcinotto dell’Istituto oncologico di ricerca (IOR), anche quest'ultimo affiliato alla Facoltà di scienze biomediche dell’USI.

Il riconoscimento, tra i più prestigiosi nel campo della ricerca medica nel nostro Paese, è stato assegnato dalla Stiftung Pfizer Forschungspreis a diciannove giovani ricercatrici e ricercatori che si sono distinti per il loro lavoro presso istituti od ospedali in Svizzera. Il premio, quest’anno del valore totale di 150’000 franchi, avvalora i risultati raggiunti e incoraggia a proseguire i propri studi nei rispettivi campi (pediatria; sistema cardiovascolare e urologia; infettivologia, reumatologia, immunologia; neuroscienze e malattie del sistema nervoso; oncologia).

Sono due i volti legati all'USI tra i premiati di questa edizione. Per il settore “oncologia” è stata premiata la Dott.ssa Arianna Calcinotto, ricercatrice presso lo IOR e capofila di uno studio riguardante una metodologia innovativa capace di contrastare l’evolversi del cancro alla prostata. I trattamenti per il cancro alla prostata di solito falliscono con lo sviluppo della resistenza alla terapia, una condizione nota come Carcinoma della prostata resistente alla castrazione (CRPC), una delle cause più comuni di mortalità legata a questa malattia. Il gruppo di ricerca dello IOR ha studiato il ruolo delle cellule immunitarie nello sviluppo di questa specifica fase di resistenza a questa comune malattia. Lavorando con ricercatori nel Regno Unito e in Italia, hanno riscontrato elevati livelli della proteina interleuchina-23 (IL-23) nel sangue e nei tumori della maggior parte dei pazienti resistenti alla terapia antiandrogenica, notando inoltre che il rilascio di IL-23 nel tumore è causato da un particolare tipo di cellule immunitarie (chiamate cellule mieloidi), che lo rendono resistente al trattamento consentendo la sopravvivenza e la proliferazione delle cellule tumorali della prostata. Questa scoperta apre la strada a ulteriori studi clinici per identificare l'anticorpo in grado di bloccare selettivamente IL-23.
Calcinotto ha già ricevuto ulteriori riconoscimenti per le sue ricerche lo scorso anno, come il "PCF Young Investigator Award per lo studio sull’impatto che degli insiemi di microrganismi intestinali possono avere sulla progressione del CPRC.
Maggiori informazioni disponibili qui.

Il riconoscimento nel settore “neuroscienze e malattie del sistema nervoso” è assegnato allo studio sulla narcolessia svolto ampiamente all'IRB dalla Dott.ssa Daniela Latorre, attualmente ricercatrice all’ETH di Zurigo, e presso l’Università di Berna dal Dr. med. Ulf Kallweit, ora ricercatore dell'Università Witten/Herdecke. La narcolessia è un disturbo neurologico che colpisce una persona su 2000 nella popolazione. Dipende da fattori genetici e ambientali ed è causata dalla perdita nel cervello di alcuni neuroni che producono un neurotrasmettitore chiamato ipocretina. Lo studio dei due ricercatori ha riscontrato l'esistenza in pazienti affetti da narcolessia di linfociti T (cellule del sistema immunitario) che riconoscono l'ipocretina e che possono uccidere direttamente o indirettamente i neuroni che la producono. Questa osservazione rappresenta la prima prova diretta che la narcolessia è una malattia autoimmune e aprono nuove strade per la diagnosi precoce e terapie di questa malattia.
Latorre ha inoltre ricevuto il sostegno PRIMA da parte del Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica che le permette di proseguire le ricerche sulla Sindrome di Guillain-Barré con la sua équipe in maniera indipendente in seno all’ETH di Zurigo. I suoi studi le hanno già portato in passato ulteriori riconoscimenti, come il “Best publication in Basic Sleep Research" conferito dalla Swiss Society for sleep Research, Sleep Medicin and Chronobiology nel 2019 o ancora il "Young Scientist Award" assegnato lo stesso anno sempre dal European Narcolepsy Network.
Maggiori informazioni disponibili qui.

Pfizer Forschungspreis

Ogni anno, dal 1992, la Stiftung Pfizer Forschungspreis premia giovani ricercatori per i loro contributi innovativi alla ricerca di base e clinica presso istituti di ricerca od ospedali in Svizzera. Con oltre 5,7 milioni di franchi assegnati ad oltre 300 ricercatori, il premio rappresenta uno dei più prestigiosi riconoscimenti nel campo della ricerca medica a livello svizzero. Per maggiori informazioni: www.pfizerforschungspreis.ch

 

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