L'importanza del punto di vista dei giovani secondo l'ambasciatrice Maya Tissafi

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Servizio comunicazione istituzionale

26 Agosto 2022

In occasione della quinta edizione del MEM Summer Summit, la responsabile della Divisione Medio Oriente e Africa del Nord (MENA) del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha parlato dell’importanza di ascoltare i giovani per una politica estera in linea con le sfide geopolitiche in un’intervista pubblicata sul sito del DFAE.

Il DFAE è partner del MEM fin dalla prima edizione e, ha spiegato Tissafi, i riscontri sono stati molto positivi: le discussioni che avvengono al Summit «non sono utili solo per chi vi partecipa, ma rappresentano una fonte di ispirazione anche per la nostra politica estera», soprattutto se si tiene conto del peso demografico che i giovani hanno nella regione: circa il 45% della popolazione ha infatti meno di 25 anni.

I giovani, ha proseguito l’ambasciatrice, vogliono essere parte attiva nella costruzione della società e questo soprattutto per quanto riguarda la politica climatica e ambientale, la gestione del potere, l’istruzione e il mercato del lavoro.

Ogni partecipante arriva al MEM Summer Summit per condividere idee con giovani provenienti da Paesi, alcuni dei quali in conflitto tra di loro. «Il vertice ha dato vita a una cultura del dialogo: molte voci singole sfociano in un dibattito e il dibattito può essere terreno fertile per una visione su come creare prospettive per giovani nel proprio Paese o su come affrontare insieme le sfide globali».

Il DFAE, ha proseguito l’ambasciatrice, mantiene contatti regolari con tutti i Paesi della regione MENA e il MEM Summer Summit si aggiunge a questa intensa attività diplomatica: «Il fatto che tutti gli anni l’USI inviti a questo evento rappresentanti statali può creare ulteriori occasioni di incontro».

 

L’esperienza di una Young Change Maker

Tra i partecipanti al MEM Summer Summit del 2021 c’era anche İrem Çörekçi, studentessa in Media and Communication Studies all’Università di Lund in Svezia, alla quale abbiamo posto alcune domande.

 

Come è venuta a conoscenza del MEM e cosa l’ha spinta a partecipare?

Grazie a un'amica che sta svolgendo il dottorato all'USI: mi ha inviato il modulo di iscrizione dicendomi che dovevo assolutamente iscrivermi perché corrisponde ai miei interessi. Ero molto motivata a candidarmi anche per incontrare alcuni degli organizzatori del MEM e alcuni importanti studiosi con cui poter discutere della regione MEM e del suo futuro. Mi sono candidata e sono molto contenta di aver partecipato al Summer Summit.

 

C’è qualche aspetto del MEM che le è piaciuto maggiormente?

È difficile scegliere ciò che mi è piaciuto di più. Quando ci ripenso, sono ancora così sorpresa di come una sola settimana possa essere così piena e ben organizzata. Se devo sceglierne una, mi sono piaciute molto le occasioni in cui ci è stato permesso di essere creativi e di condividere le nostre idee sui temi che sono stati affrontati durante le sessioni. In questo modo, abbiamo potuto vedere come tutti coloro che hanno partecipato al MEM siano una "gemma" e come ogni partecipante sia unico e intelligente a modo suo. Quelle sessioni ci hanno anche legato come colleghi e come amici. Sono ancora in contatto con loro e non vedo l'ora di partecipare a diversi progetti con la mia “famiglia del MEM”.

 

Quali cambiamenti ha portato la partecipazione al MEM?

Come ho detto, il MEM è stata un'esperienza che ha "attivato" molte cose. Dopo questo incredibile evento, ho iniziato a concentrarmi maggiormente sulle somiglianze tra la MEM e le altre regioni: come è stato detto in continuazione durante il summit, "ciò che ci unisce è più grande di ciò che ci divide".

 

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