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Nuovo vaccino contro il virus RSV nei bovini. Possibili risvolti per gli esseri umani

Crediti: François Bianco; licenza: Creative Commons
Crediti: François Bianco; licenza: Creative Commons

Servizio comunicazione istituzionale

L’Istituto di ricerca in biomedicina (IRB, Facoltà di scienze biomediche dell'USI) e il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID, USA.), assieme al Pirbright Institute (UK) e a Humabs BioMed SA, azienda svizzera attiva nella scoperta e sviluppo di anticorpi monoclonali a scopo terapeutico, hanno sviluppato un nuovo vaccino che protegge i vitelli dal virus respiratorio sinciziale bovino (RSV).

Nei vitelli questo virus è associato a malattie respiratorie gravi ed alta mortalità, per un costo annuo quantificabile in oltre un miliardo di dollari. Esistono dei vaccini in commercio per i bovini, ma sono poco efficaci. Il nuovo vaccino, basato su una proteina stabilizzata geneticamente, è in grado di indurre una protezione completa.

Il virus bovino è strettamente correlato al virus RSV umano che causa gravi bronchioliti e polmoniti nei neonati, nelle persone anziane e in soggetti con deficienze immunitarie. Si stima che le infezioni da RSV causino oltre 250'000 decessi ogni anno in tutto il mondo. A oggi non esiste un vaccino in commercio per prevenire l'infezione da RSV nell’uomo. 

Per il direttore dell’Istituto di ricerca in biomedicina (IRB), Antonio Lanzavecchia, “questo studio, frutto di una collaborazione internazionale, mostra come i nuovi vaccini prodotti con l’ingegneria genetica siano superiori ai vaccini tradizionali e in grado di conferire una protezione completa. Questo vaccino, che è stato sviluppato e testato in tempo record, può risolvere un annoso problema negli allevamenti bovini e apre la via alla produzione di un vaccino analogo per l’uomo”.

 

Immagine: crediti François Bianco, licenza Creative Commons

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