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Tu! Un percorso sulla diversità

Un immagine della mostra
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Immagine della mostra
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Servizio comunicazione istituzionale

"Tu!" è un’esposizione per giocare, sorridere e riflettere sul tema della nostra delicata umanità. Attraverso giochi, testimonianze e video immersivi, il visitatore è invitato a riflettere su alcune questioni fondamentali legate al tema della diversità. Il percorso, realizzato da L’ideatorio dell’Università della Svizzera italiana in collaborazione con Pro Infirmis Ticino e Moesano e sostenuto dall’Ufficio federale per le pari opportunità delle persone con disabilità, è stato inaugurato oggi dal Rettore dell’USI Boas Erez, dal direttore di Pro Infirmis Ticino e Moesano Danilo Forini, dal responsabile de L’ideatorio Giovanni Pellegri e da Laura Cantù, protagonista di una testimonianza presentata all’interno dell’esposizione.


Il percorso

Il percorso interattivo “Tu!” è rivolto al grande pubblico: bambini, adulti e scuole, con l’intento di promuovere uno sguardo più attento sulla diversità. Il progetto propone una modalità innovativa per riflettere sugli obiettivi fissati dalla Convenzione dell’ONU per le persone con disabilità, permettendo un lavoro che alimenti pensieri, atteggiamenti e parole diverse su come sono percepite, considerate e trattate le persone con disabilità. Attraverso un linguaggio volutamente giocoso e interattivo - che si presta a raggiungere il grande pubblico - il visitatore sarà invitato a riflettere su alcune questioni fondamentali che toccano la nostra vita, i nostri limiti e la diversità. Chi sono io? Chi è l’altro? Un’esperienza che diventa utile ad educarci in generale alla relazione con l’altro, indipendentemente dalla presenza o meno di una disabilità.

Visitando il percorso, tra i vari contenuti proposti, si possono ascoltare le testimonianze di persone che hanno vissuto, o che vivono tutt’ora, una situazione di handicap. Racconti semplici, ma carichi di significato, che permettono di identificarsi con una fragilità che è presente, in forme diverse, in ogni individuo, la quale non impedisce però una partecipazione attiva nella società. Ad esempio la storia del consigliere nazionale Christian Lohr, che nonostante la sua disabilità siede tra i banchi del Consiglio Nazionale.

Si potranno incontrare inoltre singolari immagini realizzate dal fotografo ticinese Simone Mengani ritraenti i volti medi dei giocatori delle squadre ticinesi di hockey Ambrì e Lugano, dei Granconsiglieri e delle Granconsigliere ticinesi e dei bambini delle scuole elementari di Molino Nuovo di Lugano. Una media che non rappresenta nessuno, perché annulla le specificità che permettono di caratterizzare una persona come tale.

Collaboratori

Il progetto vanta un’ampia rete di enti e persone che hanno collaborato alla sua realizzazione. Oltre al gruppo esecutivo formato da L’ideatorio dell’USI, Pro Infirmis Ticino e Moesano e dall’Istituto scolastico della Città di Lugano, è stato istituito un gruppo di accompagnamento con il compito di assicurare la qualità del progetto, composto da note personalità attive nell’ambito dell’inclusione sociale: i professori Michele Mainardi, Andrea Lanfranchi e Adriano Previtali, il Dr. Mauro Martinoni e il consigliere di Stato Manuele Bertoli.

Inoltre, il gruppo esecutivo è stato coadiuvato da alcune associazioni ticinesi attive nell’ambito (FTIA, atgabbes, Inclusione Handicap, UNITAS) e dal Dipartimento formazione apprendimento della SUPSI, per garantire la continuità del progetto anche oltre le date termine. Infine, l’allestimento è stato curato in collaborazione con il Dipartimento ambiente costruzioni e design della SUPSI. Un’importante sinergia è stata instaurata anche con gli Uffici cantonali della pedagogia speciale e delle scuole comunali, nonché il Centro di risorse didattiche e digitali del Canton Ticino, per assicurare la diffusione del progetto. L’esposizione sarà riproposta a Castelgrande a Bellinzona nel 2018.

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