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Settembre
2019

Come eliminare le cellule staminali tumorali nel cancro alla prostata

Cellule staminali tumorali di cancro prostatico. La colorazione con diversi fluorocromi mette in evidenza l’esteso network dei mitocondri (colorati in rosso/verde) che circondano i nuclei cellulari (colorati in blu).
Cellule staminali tumorali di cancro prostatico. La colorazione con diversi fluorocromi mette in evidenza l’esteso network dei mitocondri (colorati in rosso/verde) che circondano i nuclei cellulari (colorati in blu).

Servizio comunicazione istituzionale

Uno studio condotto presso l'Istituto oncologico di ricerca (IOR, affiliato all'Università della Svizzera italiana) rivela un nuovo modo per eliminare le cellule staminali tumorali (CST) nei tumori alla prostata e migliorare così l'efficacia delle relative cure. Lo studio è stato pubblicato nella prestigiosa rivista scientifica Cell Metabolism.

Il cancro alla prostata è uno dei tumori più frequenti nei Paesi sviluppati. Dopo una risposta iniziale alle terapie ormonali, molti pazienti sviluppano tumori altamente aggressivi e refrattari alle terapie attualmente disponibili. I ricercatori dello IOR a Bellinzona diretti dal Prof. Carlo Catapano hanno identificato un meccanismo che alimenta la continua espansione delle CST nel cancro alla prostata e che è legato all’azione dei mitocondri cellulari, dimostrando come il bloccare questo meccanismo possa portare alla progressiva perdita delle CST, con conseguente impatto sullo sviluppo del tumore. Nello specifico, i ricercatori dello IOR hanno scoperto che BRD4, una proteina che regola l'attività dei geni legandosi alla cromatina, controlla la sopravvivenza e l'espansione delle CST della prostata promuovendo la fissione mitocondriale.

Secondo il Direttore dello IOR Prof. Carlo Catapano, “gli inibitori di BRD4 (BET inhibitors) sono una nuova classe di farmaci antitumorali in fase di sperimentazione clinica. Questo studio fornisce nuove informazioni sulla loro efficacia e soprattutto sulla possibilità del loro uso per eliminare cellule staminali tumorali resistenti ad altri trattamenti aprendo le porte a nuove strategie terapeutiche”.

Il lavoro è il frutto di una collaborazione tra i gruppi di Terapie sperimentali (Prof. Catapano) e Biologia del cancro prostatico (Dr. Giuseppina Carbone) e ricercatori della Oncology Therapeutics Development (Prof. Esteban Cvitkovic, Dr. Maria Eugenia Riveiro).

Lo studio, intitolato “Epigenetic control of mitochondrial fission enables self-renewal of stem-like tumour cells in human prostate cancer”, è stato sostenuto dal Fondo nazionale per la ricerca scientifica (FNS), dalla Lega svizzera contro il cancro, e dalla Fondazione ticinese per la ricerca sul cancro.

Il link allo studio:
https://www.cell.com/cell-metabolism/pdfExtended/S1550-4131(19)30244-X

Per maggiori informazioni sullo IOR:
http://ior.usi.ch/

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