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Nuove misure per contribuire a gestire la crisi sanitaria. Il messaggio del Rettore

Servizio comunicazione istituzionale

Da giovedì 15 ottobre si aggiornano le disposizioni di protezione e in particolare entra in vigore sui campus USI a Lugano e Mendrisio l’obbligo della mascherina negli spazi interni comuni, in ogni circostanza. Negli altri spazi la mascherina resta obbligatoria se non è garantita la distanza minima di 1,5 m tra persone. Riportiamo di seguito in modo integrale il messaggio alla comunità accademica con cui il Rettore ha comunicato la misura.

 

Care e cari membri della comunità accademica,

purtroppo, non è possibile eliminare completamente il virus SARS-CoV-2. Di fatto, la sua diffusione aumenta, e cominciamo di nuovo ad avere persone vicine a noi che sono entrate in contatto con il virus. Per fortuna molti che risultano positivi al test non presentano sintomi, e le quarantene sono essenzialmente preventive e ordinate per contribuire a limitare la diffusione del virus. Ciò malgrado la preoccupazione aumenta e dobbiamo tenerne conto.

Qual è la cosa giusta da fare per l’Università in questo contesto? In maniera generale, credo che sia di iscrivere il nostro approccio in maniera vigilante e progressiva a sostegno dello sforzo sviluppato dalle autorità a livello cantonale e federale. Cioè dobbiamo promuovere comportamenti che rispettino le disposizioni ufficiali, adattandoli alle nostre specificità, per poter continuare a svolgere la nostra missione. 

In questi ultimi giorni abbiamo potuto costatare comportamenti diversi. 

Da un lato, nonostante i numerosi richiami, le regole di distanziamento e di protezione che abbiamo emanato spesso non sono rispettate. Questo crea tensioni, sconforto e insicurezza, e quindi nuoce a un buon clima di studio e di lavoro. 

Dall’altro, vi sono membri della comunità che per scrupolo si sottopongono al test, anche se non presentano sintomi e se risultano positivi seguono la procedura e lo comunicano all’Ufficio del medico cantonale, che ordina le quarantene preventive sulla base delle informazioni riguardanti i contatti che raccoglie. Questo comportamento ha per esempio portato a chiudere la frequentazione in presenza di un atelier presso l’Accademia, che prosegue le sue attività online.

Non dobbiamo né prendere la situazione alla leggera, né cedere al panico.

Lunedì 12 ottobre, il Rettorato, con il sostegno del Comitato di direzione, ha quindi preso la decisione di estendere l’obbligo del portare la mascherina negli spazi interni comuni dei campus, a partire da giovedì 15 ottobre (vedi sotto). Speriamo che questo contribuisca a portare maggiore chiarezza e serenità.

L'introduzione dell’obbligo della mascherina figura tra i dibattiti più scottanti da quando è iniziata la crisi sanitaria, ma penso che sia utile allargare un po’ il perimetro della discussione. Vorrei quindi fornirvi qualche informazione di contesto basandomi su una recente comunicazione ricevuta dalla Swiss National Covid-19 Science Task Force, affinché ognuno possa partecipare allo sforzo collettivo in atto con piena cognizione di causa.

Rivediamo insieme quale sia la sfida. L’obiettivo è di controllare la diffusione del virus finché un numero sufficiente di persone saranno immunizzate. Vi sono buone speranze che un trattamento medico sia disponibile tra qualche mese; fino ad allora dobbiamo procedere con misure di controllo dei comportamenti, che siano sostenibili sul lungo periodo, così da mantenere un basso numero di casi di infezione. Si calcola che, senza misure di protezione, 10 persone malate di Covid-19 ne infettano 25. Da inizio giugno, dopo il periodo di confinamento, con le misure in vigore, 14 di queste 25 infezioni sono state evitate. L’obiettivo è però di avere al massimo 10 persone infettate e non 11, altrimenti il numero delle infezioni raddoppia comunque ogni tre settimane circa. L’obiettivo dello sforzo da fare è quindi ben definito e a portata di mano. 

In Ticino, l’insieme dei casi di infezione confermati generano fino a 400 quarantene ordinate dall’Ufficio del medico cantonale al giorno. L’Ufficio procede a livello individuale e fornisce un lavoro considerevole; non avanza per approssimazioni eccessive e cerca di evitare la messa in quarantena di grandi gruppi. Individualmente e collettivamente dobbiamo sostenere questo lavoro.

All’USI, ad oggi, tutto sommato, la situazione non è ancora preoccupante. Però le misure introdotte sui campus saranno inefficaci se accompagnate da comportamenti irresponsabili al di fuori. Vi invito quindi a restare sempre vigili, evitando di prendere rischi inutili, e a non esitare di scrivere a safety@usi.ch per segnalare che siete stati testati positivi o se siete in quarantena, questo anche se le autorità sono già al corrente della vostra situazione. 

Contando sulla vostra collaborazione, vi invio i miei saluti più cordiali.

Boas EREZ
Rettore

 

Nota bene: la decisione riguardante l’obbligo di portare la mascherina negli spazi comuni interni significa che, da giovedì 15 ottobre, nei nostri spostamenti per i corridoi, negli spazi per lo studio, nei bagni e mentre raggiungiamo le aule (o l’ufficio) e quando usciamo dalle aule dovremo obbligatoriamente indossare la mascherina di protezione. Negli spazi con funzione specifica come le mense o le biblioteche, le regole saranno precisate in loco. Negli spazi comuni esterni resta valida la raccomandazione di tenere la distanza minima tra persone di 1,5 m e di evitare gli assembramenti.

 

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