20 raccomandazioni di 16 esperti per migliorare la comunicazione scientifica in Svizzera

Servizio comunicazione istituzionale

23 Luglio 2021

Le Accademie svizzere delle scienze hanno pubblicato un primo rapporto di valutazione globale sulla comunicazione della scienza in Svizzera, realizzato da un gruppo di 16 esperti, tra cui la professoressa dell'USI Suzanne Suggs. Il rapporto offre anche 20 raccomandazioni per migliorare la comunicazione scientifica e l'impegno pubblico in Svizzera.

La pandemia di COVID-19 ha generato una notevole domanda di informazione e di interazione tra scienza e società: da un lato le autorità e le parti interessate chiedono valutazioni scientifiche affidabili della situazione, dall'altro i cittadini si rivolgono ai mezzi di comunicazione e ai social media per ottenere informazioni. In questo scenario, la comunicazione scientifica gioca un ruolo cruciale, ma a volte appare inadeguata.

Il rapporto pubblicato dalle Accademie svizzere, intitolato Science in the Swiss Public: The State of Science Communication and Public Engagement with Science in Switzerland, evidenzia gli aspetti positivi della comunicazione scientifica, così come le sfide da affrontare. Tra i primi, gli esperti osservano un forte sostegno pubblico alla scienza e l'ampia gamma di formati disponibili per il dialogo tra scienza e società. "Diversi studi che abbiamo analizzato mostrano, per esempio, che la popolazione svizzera percepisce positivamente la scienza e che la fiducia in essa è diffusa", afferma L. Suzanne Suggs, professoresa ordinaria di Marketing sociale alla Facoltà di comunicazione, cultura e società dell'USI e co-presidente del gruppo di esperti.

Nonostante si riscontra un buon sostegno pubblico verso la scienza in generale, gli esperti osservano che una piccola ma significativa parte della popolazione svizzera si mostra disinteressata. Tra le sfide da affrontare della comunicazione scientifica, il rapporto indica il sostegno insufficiente per i ricercatori che comunicano con il pubblico, l'erosione del giornalismo scientifico e la disinformazione nei social media. Il giornalismo scientifico nel Paese sta affrontando sfide significative, e molti giornalisti scientifici lavorano in condizioni non ottimali. Inoltre, molti scienziati stessi si astengono dalla comunicazione pubblica perché mancano di formazione e non si sentono sostenuti dal sistema scientifico, soprattutto durante le crisi. Infine, il rapporto sottolinea che le piattaforme digitali sono diventate importanti fonti di informazione sulla scienza, soprattutto per i più giovani, ma che possono facilitare la disinformazione e la cattiva informazione.

Il gruppo di 16 esperti - studiosi nel campo della comunicazione della scienza, dell'informatica, di discipline ad alta visibilità come la scienza del clima, comunicatori scientifici professionisti e giornalisti specializzati - ha anche emesso 20 raccomandazioni. Essenzialmente, il gruppo di esperti indica che la comunicazione tra scienza e politica dovrebbe essere integrata, che il giornalismo scientifico deve essere maggiormente sostenuto, e che è necessaria avere più ricerca sulla comunicazione scientifica. Per la società in generale, la comunicazione scientifica non dovrebbe essere a senso unico, ma un dialogo, e gli scienziati dovrebbero cercare di capire le prospettive del pubblico.

"Soprattutto, è importante avere uno scambio con la società: che la gente capisca la scienza, ma che possa anche parteciparvi. Non è una strada a senso unico: gli scienziati imparano tanto dai non scienziati quanto viceversa. È così che rendiamo la scienza rilevante per tutti", aggiunge la Prof. Suggs.
 

La versione in italiano delle 20 Raccomandazioni del gruppo di esperti è disponibile qui >> https://api.swiss-academies.ch/site/assets/files/34794/sciencesart_layout_a5_leppo_it_einzeln.pdf

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