Dalla marijuana al metaverso: gli ETF specializzati registrano prestazioni inferiori

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Istituto di finanza

6 Febbraio 2023

Gli ETF (Exchange Traded Funds) sono strumenti di investimento a basso costo che replicano passivamente il rendimento di un indice e possono essere negoziati in modo continuo sui mercati azionari. Negli ultimi tre decenni, gli ETF hanno consentito agli investitori di ampliare le loro opportunità di investimento e a un numero sempre crescente di individui di investire sui mercati finanziari a commissioni relativamente più basse.

Dopo il successo della prima ondata di ETF, che replicavano gli indici di mercato come l'indice S&P500, la concorrenza nell'industria degli ETF, divenuta sempre più forte, ha portato a un calo progressivo delle commissioni. Nella loro recente ricerca, il prof. Franzoni e i suoi coautori mostrano come, per preservare i loro margini di guadagno, le società emittenti di ETF hanno creato nuove tipologie di prodotti che addebitano commissioni più elevate e che seguono segmenti di mercato più di nicchia. I nuovi prodotti vengono ideati in modo tale da catturare costantemente l'attenzione degli investitori e a concentrarsi su tematiche verso cui gli investitori sono molto attratti. In tal modo, gli investitori sono meno sensibili al prezzo che pagano per il prodotto che dà loro modo di scommettere sul loro tema preferito. Esempi di ETF tematici vanno dai vaccini per il Covid-19, alla telemedicina, allo smart working, dalla marijuana, al metaverso, e al bitcoin.

Gli autori hanno scoperto come, in media, questi nuovi ETF azionari sono dei pessimi investimenti in quanto registrano un rendimento inferiore di circa il 30% nei primi cinque anni dal loro lancio sul mercato rispetto a degli indici diversificati. La cattiva performance è in gran parte dovuta all’andamento deludente delle azioni che questi ETF specializzati scelgono di detenere. Come spiega il prof. Franzoni, "le azioni che fanno parte del paniere degli ETF specializzati partono da valutazioni relativamente elevate. In particolare, i nuovi ETF detengono aziende che, prima del lancio del fondo, hanno avuto ritorni passati insolitamente elevati (superiori del 5% all'anno rispetto ai benchmark, in media), e hanno ricevuto una copertura mediatica molto favorevole." "Gli investitori dovrebbero quindi fare attenzione - afferma il prof. Franzoni - quando considerano di investire nei nuovi ETF perché rischiano di perdere su tre livelli: sacrificano la diversificazione del portafoglio, investono in attività sopravvalutate che perderanno di valore e pagano commissioni più elevate."

 

L'articolo sul Financial Times è disponibile su: https://www.ft.com/content/48fd0fd2-f12c-43ac-93f4-a25074fcb35f?shareType=nongift

La ricerca accademica a cui fa riferimento l'articolo è disponibile su: https://academic.oup.com/rfs/advance-article-abstract/doi/10.1093/rfs/hhac048/6655702

Un'intervista al prof. Francesco Franzoni su questo tema è disponibile sul Corriere del Ticino del 18 febbraio 2023: https://www.cdt.ch/news/economia/etf-tematici-piu-rischiosi-meno-redditizi-e-sopravvalutati-308638

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