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Nuovi scavi alla grotta 11Q di Qumran

Servizio comunicazione e media

L'Istituto di Cultura e Archeologia delle Terre Bibliche della Facoltà di Teologia di Lugano (ISCAB, FTL) e l’Università della Svizzera italiana hanno condotto, tra il 9 e il 19 marzo, uno scavo archeologico nella grotta 11Q di Qumran, diretto dai Prof. Marcello Fidanzio e Dan Bahat dell’ISCAB. Lo scavo è stato realizzato con la collaborazione del Dr. Lidor Gilad (Accademia di architettura dell’USI) e Giacomo Berchi (Istituto di studi italiani dell'USI, Facoltà di scienze della comunicazione).

Nella grotta 11Q, nel 1956, furono scoperti dai beduini i resti di circa 30 Rotoli del Mar Morto, alcuni tra i meglio conservati dell’intera collezione: il rotolo dei Salmi, il rotolo del Tempio, il Paleo Levitico. Dopo la scoperta la grotta fu scavata da Roland de Vaux (Ecole Biblique et Archéologique Française di Gerusalemme, EBAF) e più tardi nel 1988 e 1991 dal Dr. Joseph Patrich (in quel periodo Università di Haifa). A parte i manoscritti, gli altri materiali archeologici trovati negli scavi della grotta 11Q restano fino ad oggi inediti.

Scopo principale della campagna 2017 era di completare l’indagine archeologica della grotta, chiarire alcuni punti degli scavi precedenti e preparare la pubblicazione finale sull’archeologia di 11Q. Ecco una sintesi dei principali risultati della campagna di scavi:

  • lo scavo ha indagato una nuova area, non disturbata dagli scavi precedenti. È stato così possibile ricostruire la stratigrafia e documentarla secondo gli standard archeologici attuali;
  • in una zona di terra di riporto degli scavi precedenti sono stati ritrovati alcuni materiali: frammenti di tessuti di lino, come quelli che avvolgevano i Rotoli del Mar Morto, resti di manufatti in pelle e in legno, fibre di palma, piante medicali (Balanites aegyptiaca, Zizipus spinachristi), ossa animali;
  • attraverso uno stretto passaggio lo speleologo Alessando Maifredi ha scoperto l’esistenza di una camera superiore, fino ad ora sconosciuta, all’interno della grotta. Il nuovo vano ha una planimetria rettangolare di circa 2 m di larghezza, circa 6 di lunghezza e un’altezza tra 3.5 e 1.2 metri. Non sono state trovate tracce di frequentazione umana. La presenza sul soffitto di grossi blocchi incastrati in situazione precaria rende estremamente pericoloso stazionare nella nuova sala;
  • lo studio della geologia della grotta, in comparazione con la documentazione dei precedenti scavi, ha permesso di ricostruire la situazione al tempo della scoperta, pesantemente mutata dagli scavi successivi e di proporre una possibile restituzione della situazione al tempo della deposizione dei manoscritti.

“Ora è possibile pubblicare il rapporto finale sull’archeologia della grotta 11Q – tanto atteso – unendo lo studio degli scavi precedenti alle scoperte documentate nel corso di questa campagna”, ha dichiarato il Prof. Marcello Fidanzio, incaricato della pubblicazione dei diversi scavi realizzati alla grotta 11Q nel quadro di una collaborazione fra l’EBAF e la FTL.

“I risultati dello scavo 2017 verranno discussi insieme agli studi sugli scavi precedenti in un workshop dedicato alla grotta 11Q che porterà a Lugano importanti esperti internazionali i prossimi 24 e 25 aprile. In quell’occasione saranno presentati per la prima volta anche 40 piccoli frammenti manoscritti, raccolti durante gli scavi degli anni ’50 nella grotta 11Q, fino ad ora rimasti inosservati nei magazzini”. 

Il gruppo di lavoro che ha realizzato lo scavo è stato completato da alcuni professionisti e studenti: Dr. Alessandro Maifredi (geologo e speleologo, Centro Studi Sotteranei), Giorgio Skory (fotografo), gli archeologi Dr. Marco De Pietri (Università degli Studi di Pavia, collaboratore stabile ISCAB per il Qumran Cave Publication Project) e Dr. Benedetta Torrini (Università degli Studi di Pisa, Facoltà Teologica dell’Italia Centrale); gli studenti Valentina Anzini (FTL), Davide Bergamasco (FTL), Paul Chikaodili Igwegbe (Master alla FTL, ora Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme), Chiara Mariotti (FTIC).

Contatto

Prof. Marcello FidanzioDirettore del settore Ambiente Biblico dell’ISCAB email: marcello.fidanzio@teologialugano.ch

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