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Il contatto come fattore di cambiamento linguistico e culturale

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Facoltà di scienze informatiche
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Itinerari attraverso il nostro fragile patrimonio: scoprire, preservare, trasmettere

Fotografia: Alessandro Benedetti
Fotografia: Alessandro Benedetti
Fotografia: Alessandro Benedetti
Fotografia: Alessandro Benedetti
Fotografia: Alessandro Benedetti
Fotografia: Alessandro Benedetti

Servizio comunicazione e media

La mostra fotografica “Journeys through our Fragile Heritage” (“Itinerari attraverso il nostro fragile patrimonio”), attualmente affissa alla facciata dello stabile di informatica del campus di Lugano dell'USI, evidenzia la bellezza e la fragilità del patrimonio culturale dell’umanità. L'esposizione realizzata da Wikimedia e UNESCO è giunta all’USI grazie alla collaborazione con la Commissione Svizzera per l’UNESCO della Cattedra UNESCO istituita presso l’USI e diretta dal prof. Lorenzo Cantoni. L'inaugurazione si terrà lunedì 28 maggio alle ore 18:00 (aula A13, campus di Lugano). L'evento inaugurale - aperto a tutto il pubblico interessato - vedrà la partecipazione di Boas Erez (Rettore USI), Roberto Badaracco (Capo Dicastero cultura, sport e eventi Città di Lugano), Carlo Ossola (Ufficio federale dell’ambiente, membro Commissione svizzera per l’UNESCO) e Lorenzo Cantoni (titolare della Cattedra UNESCO in tecnologie dell’informazione e della comunicazione per lo sviluppo e la promozione del turismo sostenibile nei siti del patrimonio mondiale).

La mostra è organizzata nel contesto della campagna #Unite4Heritage (www.unite4heritage.org) lanciata nel 2015 dall’UNESCO e oggi diventata un movimento globale, con l’obiettivo di celebrare il patrimonio culturale, denunciarne la distruzione intenzionale a opera di gruppi estremisti e promuovere la consapevolezza delle persone sulla responsabilità di salvaguardarlo. La cattedra UNESCO dell’USI è tra i principali sostenitori di questa iniziativa sui social media, che supporta attraverso la campagna #faces4heritage (https://twitter.com/Faces4Heritage).

L'esposizione illustra la ricchezza e la diversità di un patrimonio che, salvaguardato e trasmesso da generazione a generazione, appartiene a tutti. Fattori come le distruzioni premeditate, la pubblica negligenza, un turismo eccessivo, l’ignoranza e la scarsa manutenzione fanno sì che il nostro patrimonio culturale e la sua diversità siano a rischio. La mostra presenta esempi di patrimonio culturale a rischio, sia tangibile che intangibile, e denuncia il problema del traffico illecito di oggetti d’arte.

La mostra è stata dapprima presentata a Parigi e in altre capitali come Roma, Montréal e Stoccolma, per poi arrivare in Svizzera ed essere affissa al palazzo dell’ONU a Ginevra.

Lugano è la seconda tappa in Svizzera. Dopo l’USI – da fine giugno – l’esposizione sarà spostata sulle recinzioni del Parco Ciani, in collaborazione con la Divisione Eventi e Congressi della Città di Lugano ed entrerà a far parte del programma del ‘Long Lake Festival’ e di ‘Lugano Arte Urbana’. La mostra s’inserisce, inoltre, nelle attività del MEM (usi.ch/mem) – Middle East Mediterranean Freethinking Platform – dell’USI, come complemento al suo sforzo d’incoraggiare il dibattito pubblico e promuovere la consapevolezza sull’attuale situazione nella regione del Medio Oriente e del Mediterraneo allargato.

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