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Istanbul: la città dai mutevoli volti

(Viaggio-Routard)
(Viaggio-Routard)

Servizio comunicazione e media

Lunedì 3 dicembre, alle ore 18:00 nell’aula A21 del campus di Lugano, lo scrittore, giornalista e avvocato turco Burhan Sönmez sarà ospite di un incontro organizzato dal Centro PEN della Svizzera Italiana e retoromancia e dall’Università della Svizzera italiana.

Per conto dell’USI all’incontro parteciperanno la Dr. Federica Frediani della Middle East Mediterranean Freethinking Platform, la Prof. Federica De Rossa dell’Istituto di diritto e il Prof. Jean-Patrick Villeneuve dell’Istituto di comunicazione pubblica. Secondo la Presidente del Centro PEN della Svizzera italiana e retoromancia Maria Emilia Arioli: “Grazie alla sua testimonianza sarà possibile riflettere sulla metropoli turca: sorta alla confluenza di due mari e di due continenti, Istanbul fu capitale imperiale per sedici secoli, passaggio o casa di popoli, bramata da tutti i poteri e mai totalmente asservita. Si tratta di una città capace di condensare al più alto grado la condizione umana, fonte d’ispirazione letteraria e di creatività”.

Nato nel 1965 ad Ankara, ad Istanbul per scelta, anziché scrittore, preferisce definirsi un narratore di storie moderno, figlio della tradizione orale dell’altopiano anatolico. Lì, in un villaggio ancora senza elettricità, da bambino ascolta alla sera i racconti di sua madre. Molti anni più tardi, nel 1996, vittima di una brutale aggressione da parte della polizia, è ricoverato per un lungo periodo a Cambridge, in Inghilterra, e scrive il suo primo romanzo breve, “Gli innocenti”, in cui parla di esiliati e di esilio. La scrittura di Sönmez riflette la sua diretta esperienza e trae spunto dalla realtà in cui ha vissuto. I temi politici, pur presenti nei suoi racconti, non ne costituiscono tuttavia il vero nucleo, ma il pretesto o l’involucro. Dalle sue pagine emerge piuttosto la capacità umana di sperare e di amare, di combattere con l’ironia i momenti più cupi, di non permettere che inaridisca la fonte vitale dell’ottimismo e dell’immaginazione: “Le stelle sono più lucenti laddove il buio è più profondo”, annota in un articolo. La scrittura piana e serena non riesce a nascondere l’affetto del narratore verso tutti i suoi personaggi - spesso tratti dalla realtà – e la sua empatia verso le strategie, le debolezze e il coraggio con cui affrontano la loro condizione. Di volta in volta, la comprensione si sostituisce al giudizio.

Avvocato specializzato in diritti umani, membro dell’Associazione turca per i Diritti Umani IHD e giornalista, nella vita di tutti i giorni Burhan Sönmez si occupa di temi culturali e di politica sociale in diversi quotidiani e riviste. È anche tra i fondatori di TAKSAV, Fondazione per la ricerca sociale, la cultura e l’arte. Socio del PEN Turchia e del PEN Inghilterra, dall’ottobre 2018 è membro a pieno titolo del Comitato Internazionale del PEN International a Londra. Ha ricevuto numerosi premi letterari, tra cui il premio “Disturbing the Peace”, assegnatogli nel 2017 dalla Vaclav Havel Library Foundation a New York, e, nel 2018, il Premio Letterario dell’EBRD a Londra. I suoi racconti sono tradotti e pubblicati in oltre 30 paesi. In italiano, sono usciti “Gli Innocenti” e “Istanbul Istanbul”. Vive soprattutto a Istanbul e ogni tanto a Cambridge.

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