Storie e volti della Facoltà di scienze biomediche: Alessandro Ceschi

Il Prof. Dr. Alessandro Ceschi
Il Prof. Dr. Alessandro Ceschi

Servizio comunicazione istituzionale

3 Agosto 2020

Il curriculum di studio del Master in Medicina all’USI consentirà ai suoi studenti, con una combinazione di lezioni in aula e di insegnamento e pratica in clinica, di acquisire competenze sia specifiche, sia trasversali – inclusa la farmacologia e tossicologia clinica, di cui è specialista il ticinese Alessandro Ceschi, professore titolare presso la Facoltà di scienze biomediche. Dal suo percorso professionale tra Ticino, Zurigo, Berna e Francia porta con sé un importante insegnamento che vuole trasmettere ai suoi futuri studenti: avere la mente aperta ed acquisire esperienze in vari campi. 

Originario di Rasa, nelle Centovalli, Alessandro Ceschi, M.D., M.Sc., EuCP, FEAPCCT, è medico specialista in farmacologia e tossicologia clinica e medicina interna generale. Il Dr. Ceschi si è laureato in medicina all’Università di Zurigo e dal 2015 è direttore medico e scientifico dell'Istituto di Scienze Farmacologiche della Svizzera italiana all’EOC, dove è anche presidente della Commissione terapeutica e direttore della Clinical Trial Unit (CTU-EOC), centro membro a pieno titolo della Swiss Clinical Trial Organisation (SCTO), che ha avuto un ruolo centrale nel coordinamento dei test sierologici in Ticino durante la fase acuta della pandemia COVID-19.

Dottor Ceschi, che cosa ricorda ancora oggi del suo percorso da studente in medicina? C’è un aneddoto in particolare che vuole condividere con gli studenti di Master all’USI? Quali sono state le tappe principali che hanno segnato il suo percorso professionale? 

Gli studi sono stati impegnativi ma certamente interessanti e appassionanti – direi un’immersione totale che ti avvolge e ti accompagna verso una professione onerosa ma avvincente e privilegiata e che può diventare anche una passione coinvolgente e profonda. Come aneddoto ricordo in particolare i corsi pratici al primo semestre del primo anno, nei quali il docente ricadeva sistematicamente, 5 minuti dopo avergli gentilmente ricordato di parlare in Hochdeutsch, sullo Schwitzerdütsch! Ammetto che a causa di questo più di una frase e concetto mi sono sfuggiti, eppure sono sopravvissuto. Direi che per i nostri studenti l’italiano sarà piuttosto una passeggiata in confronto e hanno la fortuna che il dialetto, in particolare quello delle valli, da noi è meno diffuso. Riguardo al percorso professionale, che nel mio caso è piuttosto variegato, mi sento di dire che da studente, ma anche all’inizio della carriera, sia importante avere la mente aperta e cercare di fare diverse esperienze, magari in discipline un po' ad ampio respiro come la medicina interna. Poi, come probabilmente in tutti gli ambiti, anche nella medicina è necessario avere un po’ di intuito e fortuna per trovare una buona strada. Un buon mentore, se si ha la fortuna di trovarlo, o per lo meno degli esempi, possono certamente essere d’aiuto e di ispirazione. 

Uno dei punti di forza della Facoltà è proprio lo stretto contatto con la regione, trasmesso agli studenti, grazie ai medici e ricercatori che li accompagneranno nel percorso di studi, ma anche grazie all’immersione nel contesto ospedaliero della nostra regione: in breve, che valore aggiunto possono trarre gli studenti del Master dal contesto ticinese?

Il valore aggiunto di studiare medicina a sud delle Alpi è quello di poter apprendere, vivere e operare in una realtà piccola ma fortemente dinamica, in crescita e ambiziosa, e forse anche meno “ingessata”, più aperta al confronto e a essere a sua volta influenzata e plasmata da buone idee, rispetto a quella più “rigida e severa” degli ospedali universitari più blasonati.

Per molti il Ticino sarà un luogo da esplorare e da conoscere meglio nelle sue particolarità: c’è un luogo in particolare della Svizzera italiana con il quale si sente legato e che vorrebbe consigliare agli studenti?

Rasa, nelle Centovalli, di cui sono attinente. Luogo idilliaco, isolatissimo e un po’ “fermo nel tempo”. Il villaggio è raggiungibile solo con la funivia oppure, per chi ha le vertigini come me, tramite una buona camminata, con discese e salite impegnative – invito quindi a contattarmi prima, così potrò consigliare il percorso più adatto alle proprie esigenze.

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