Alla ricerca della conoscenza

Servizio comunicazione istituzionale

"Noi vogliamo, per quel fuoco che ci arde nel cervello, tuffarci nell’abisso, Inferno o Cielo, non importa. Giù nell’Ignoto per trovarvi del nuovo". Con i versi di Charles Baudelaire (Il viaggio) riprendiamo il nostro cammino nell’officina del sapere dell’USI in occasione del 25esimo dell’Università, ospitando un contributo con a tema la ricerca scientifica - all’USI e più in generale - a firma del nostro Prorettore per la ricerca, Prof. Patrick Gagliardini. 

Il 25esimo dell’USI è un’occasione preziosa per una riflessione sulla conoscenza – la “materia” fondamentale attorno alla quale ruota tutto quanto si fa entro un’università. La conoscenza è scoperta e condivisione del sapere. Vogliamo approfondire questo tema dal punto di vista della ricerca, ciò che ci permette di muovere in avanti la linea del conosciuto, con implicazioni positive per l’insegnamento ed il trasferimento del sapere alla comunità.

La ricerca condotta in USI contribuisce alla conoscenza in molteplici ambiti. Nel nostro documento di pianificazione 2021-24, abbiamo proposto una visione "a volo d’uccello" sulla ricerca in USI e tentato di riassumerla in termini astratti facendo ricorso a tre grandi macro-aree: l’Essere umano; la Cultura e la Società; lo sviluppo della Macchina e il suo impatto. La ricerca dell’USI riguarda l’essere umano occupandosi dei suoi bisogni primari: mantenere la salute e curarsi, abitare e vivere in un paesaggio sostenibile, avere i mezzi per garantire il proprio benessere, curare l’intelletto. Studiando le relazioni tra questi bisogni individuali all’interno di una comunità, fatta da individui che si organizzano dandosi delle regole e che comunicano tra loro, ed aprendosi ad una prospettiva storica e umanistica, la nostra ricerca arriva ai temi della società e della cultura. Infine, le discipline su cui conduciamo ricerca in USI si occupano della Macchina non solo nel senso di un sistema in grado di compiere delle operazioni istruite dall’essere umano, ma anche come indagine critica della relazione tra uomo e macchina – in particolar modo nel campo dell’intelligenza artificiale. Per le dimensioni dell’USI, la ricchezza di questo panorama è positivamente sorprendente. 

Nel nostro comune sentire, consideriamo spesso l’USI un’università che è "intensiva nella ricerca". Che senso possiamo e vogliamo dare a questa affermazione? Al di là di vari indicatori che possono confermare più o meno bene questa condizione, a caratterizzarla è forse la capacità dell’USI di aver raggiunto una qualità dei risultati della ricerca anche oltre quello che sarebbe lecito attendere per un’università di 25 anni con meno di 3500 studenti. A ricercatrici e ricercatori dell’USI sono stati attribuiti riconoscimenti scientifici tra i più prestigiosi internazionalmente – inclusi 22 progetti del Consiglio Europeo per la Ricerca (ERC). Alcuni istituti dell’USI sono riconosciuti tra i più prominenti internazionalmente nel loro settore. Un recente studio riporta 21 ricercatori e ricercatrici dell’USI tra quelli nel top 2% mondiale del loro campo secondo certi criteri bibliometrici. A questi risultati si aggiungono i recenti posizionamenti di rilievo nelle graduatorie internazionali, a cui anche la ricerca ha contribuito in modo determinante. Ci poniamo come un nostro obiettivo comune quello di mantenere questa "intensità nella ricerca". Questo comporta uno sforzo finanziario importante, che è reso possibile dalla forte capacità di attrarre finanziamenti competitivi (circa 26 milioni di CHF nel 2020, il livello più alto nella storia dell’USI), ma richiede anche di essere accompagnato da sforzi per destinare risorse interne in quantità sufficiente e impiegate in modo progettuale e sinergico, e bilanciato con le altre missioni. Il rafforzamento della strutturazione in istituti vuole anche contribuire all’obiettivo. 

A muovere tutto questo, una delle "scintille" più semplici e naturali: il desiderio di conoscere. La ricerca scientifica in fondo non è che questo, come dicevamo all’inizio: "fare" conoscenza e condividerla, sperimentare nuove idee, perlustrare nuovi orizzonti con spirito critico, percorrere sentieri inesplorati e lanciarsi nell'ignoto forti proprio dei nostri dubbi e delle nostre incertezze, come Dante alle porte dell’Inferno (e del Paradiso).

 

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