Sicurezza delle forniture di energia: intervista ad Alessandra Motz

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Servizio comunicazione istituzionale

10 Dicembre 2021

La mancanza di sicurezza nelle forniture di elettricità può provocare gravi conseguenze in una società come la nostra, in cui l'energia rappresenta un bene essenziale per le aziende e per i consumatori. In questa intervista Alessandra Motz, ricercatrice presso l’Istituto di ricerche economiche (IRE) e responsabile delle analisi in materia di energia per l’Osservatorio Finanze Pubbliche ed Energia (O-FPE), ci parla della scarsità di fornitura di energia, dei suoi effetti, del punto di vista delle aziende e dei consumatori, e delle possibili soluzioni per arginare il problema in questo periodo di transizione ecologica.

Alessandra, cosa comporta la scarsità nella fornitura dell'energia? 
L’energia è un bene essenziale per la vita quotidiana e per le attività economiche: tutti noi utilizziamo energia per spostarci, riscaldare o rinfrescare le nostre case e i luoghi di lavoro e far funzionare le apparecchiature elettroniche. Forse proprio perché siamo abituati ad avere sempre a disposizione l’energia desiderata a un costo ragionevole, tendiamo a dimenticare la lunga e complessa catena di produzione che rende possibili i nostri consumi. Può accadere, però, che i mercati dell’elettricità o dei combustibili fossili attraversino fasi di scarsità di offerta, per esempio a causa di guasti, picchi di domanda legati alle temperature o alle dinamiche dell’economia, oppure tensioni geopolitiche. A seconda del tipo di problema e delle capacità di reazione del sistema energetico si possono allora verificare blackout, aumenti dei prezzi oppure addirittura periodi di razionamento.

Quali sono le cause di questa scarsità?  
Negli ultimi mesi si è molto discusso di sicurezza delle forniture di elettricità. Questo tema è diventato attuale con il progresso nella transizione ecologica. La crescita del contributo delle fonti rinnovabili come solare ed eolico, la cui produzione non può essere controllata, richiede infatti un nuovo approccio alla gestione delle reti elettriche e investimenti nelle tecnologie per immagazzinare piccole o grandi quantità di energia da usare in caso di necessità. Anche la graduale dismissione degli impianti tradizionali, come quelli nucleari o, in altri paesi europei, a carbone, deve essere gestita attentamente. Nell’autunno 2021 a questi problemi, su cui istituzioni e imprese sono al lavoro da tempo, si è aggiunta la preoccupazione per un’impennata dei prezzi del gas naturale e del carbone causata da una ripresa dell’economia mondiale e dei consumi più rapida di quanto la filiera produttiva potesse sostenere. Mentre alcuni paesi, come Cina e India, sono dovuti ricorrere al razionamento, in Europa e in Svizzera questo fenomeno non ha causato interruzioni delle forniture, ma ha fatto triplicare in pochi mesi il prezzo all’ingrosso dell’elettricità.

Quali sarebbero i costi di un blackout elettrico per le imprese ticinesi?
Per misurare il valore della sicurezza delle forniture di elettricità per l’economia ticinese e svizzera, un recente studio condotto dall’Istituto di ricerche economiche ha indagato tramite un questionario l’impatto di un blackout elettrico per le imprese ticinesi. Pur essendo molto diverse tra loro per dimensione e tipo di attività, quasi tutte le 543 imprese intervistate si sono dimostrate molto attente ai danni da blackout: per la maggior parte di esse un’interruzione di un’ora causa un danno stimato in 500 - 1'000 CHF, ma questo valore può salire fino a 10'000 – 20'000 CHF per realtà di grandi dimensioni o per specifici settori. Un blackout può interrompere quasi del tutto l’attività produttiva e causare costi ingenti soprattutto in termini di forza lavoro inattiva, perdita di dati, danni alle tecnologie informatiche e tempo speso per far ripartire la produzione in sicurezza. Proprio per questo più di metà delle imprese intervistate ha dichiarato di avere un sistema di back-up, come un gruppo di continuità o un generatore, e circa un terzo ha affermato di avere un’assicurazione apposita.

Che ruolo gioca la disponibilità a pagare dei cittadini e delle imprese in uno scenario del genere? Quali sono le variabili psicologiche in gioco? 
Anche i singoli cittadini possono essere danneggiati o anche semplicemente infastiditi dal verificarsi di un blackout. Un altro studio condotto dall’Istituto di ricerche economiche con riferimento all’intera popolazione svizzera ha però evidenziato che le reazioni delle persone possono essere molto diverse da quelle delle imprese. Mentre il 47% circa dei 1006 intervistati, poco interessato al mondo dell’energia e dell’ecologia, è risultato disponibile a pagare l’elettricità circa il 10% in più per evitare un blackout di 5 minuti e il 20% in più per evitare un blackout di 4 ore, un altro 47% circa è risultato abbastanza tollerante rispetto a brevi occasionali blackout se la fornitura di elettricità non è di origine nucleare, e un 6% circa, caratterizzato da una spiccata sensibilità ecologista, è risultato estremamente tollerante rispetto a occasionali blackout in una fornitura di alimentata da energia solare. Riconoscere la diversità delle preferenze individuali è molto utile per progettare soluzioni personalizzate, che rispondano alle preferenze dei singoli ma aiutino al contempo anche la transizione verso un sistema energetico sicuro e sostenibile.

In che modo si può arginare il problema?
La transizione ecologica, cioè, nel campo dell’energia, la graduale riduzione dell’uso dei combustibili fossili, se ben gestita contribuisce a risolvere il problema della sicurezza, perché riduce la variabilità dei prezzi e i rischi legati alle lunghe catene di approvvigionamento. Nel settore dell’elettricità è però fondamentale definire e aggiornare man mano una strategia di medio e lungo periodo per indirizzare gli investimenti nelle nuove infrastrutture. In questo contesto la diversità delle preferenze dei cittadini e delle imprese rispetto alla sostenibilità e sicurezza della fornitura è una grande ricchezza: in un prossimo futuro le tecnologie digitali e i nuovi piccoli impianti rinnovabili offriranno a ciascun consumatore la possibilità di diventare a sua volta un piccolo produttore o di accettare di modulare i propri consumi a fronte di uno sconto nella bolletta. Le aziende elettriche svizzere, innovative e attente alle esigenze dei consumatori, potranno valorizzare questi contributi individuali per migliorare la sostenibilità e la sicurezza per tutti.

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