Sheikh Asadi Narjes, vincitrice della borsa Shadowing 2025

Narjes Sheikh Asadi
Narjes Sheikh Asadi

Servizio pari opportunità

6 ottobre 2025

Il Servizio pari opportunità mette a disposizione una borsa Shadowing per dottorande e ricercatrici post-doc iscritte al Programma di mentoring dell’USI. L’ottenimento della borsa dà la possibilità di trascorrere un mese in un’università o istituzione di ricerca fuori dalla Svizzera, beneficiando di uno sgravio dalle attività lavorative normalmente svolte all’USI, per dedicarsi esclusivamente ad attività di ricerca in grado di rendere maggiormente competitivo il proprio profilo sul mercato del lavoro accademico.

Nel 2025 la borsa è stata assegnata a Sheikh Asadi Narjes, dottoranda presso l'Istituto di argomentazione, linguistica e semiotica (IALS) all’USI, che ha svolto il periodo di Shadowing presso l’Università di Liverpool. Di seguito una sua intervista.

 

1. Può presentarsi brevemente e spiegare perché ha partecipato alla call di Shadowing?

Sono dottoranda e assistente alla didattica presso l’Istituto di argomentazione, linguistica e semiotica (IALS) all’USI, sotto la supervisione del Prof. Andrea Rocci. La mia ricerca analizza le strategie argomentative di scrittrici e scrittori madrelingua e non madrelingua inglese negli articoli scientifici, con particolare attenzione alla sezione introduttiva. La mia tesi è un progetto indipendente finanziato dalla Swiss Government Excellence Scholarship (ESKAS/FCS).

Ho partecipato alla call per la borsa di Shadowing perché mi offriva un’opportunità rara di arricchire questa ricerca indipendente attraverso una collaborazione internazionale, compatibilmente con i miei impegni familiari. A differenza dei programmi di mobilità a lungo termine, che richiedono spesso lunghi periodi lontano dalla famiglia, il formato di un mese mi ha permesso di immergermi in un nuovo ambiente accademico e beneficiare di uno scambio scientifico significativo, senza compromettere l’equilibrio tra ricerca e vita familiare.

 

2. Come ha scelto l’università partner e quali fattori hanno influenzato la sua decisione?

Ho scelto l’Università di Liverpool per l’opportunità di collaborare con la Prof.ssa Elena Musi, la cui esperienza sugli approcci computazionali al discorso e all’argomentazione è strettamente collegata al mio progetto. Un altro fattore importante è stato il legame accademico: la Prof.ssa Musi ha collaborato con la nostra istituzione e ha completato il suo dottorato all’USI. Questo ha reso la collaborazione allo stesso tempo innovativa e radicata in tradizioni scientifiche condivise.

 

3. Come ha deciso su cosa concentrarsi durante il mese di Shadowing e quale consiglio darebbe per sfruttare al meglio questa esperienza?

Durante il mese a Liverpool, mi sono concentrata sull’uso di ChatGPT per un obiettivo specifico relativo alla classificazione del mio corpus, una sfida ancora aperta nella mia ricerca. Sebbene il progetto si sia evoluto notevolmente attraverso le discussioni, ha ampliato il campo metodologico della mia tesi, fornito una soluzione promettente a questa sfida chiave e aperto possibilità per una pubblicazione congiunta.

Il mio consiglio alle future partecipanti è di iniziare il periodo di Shadowing con un progetto concreto in mente, ma rimanendo aperti a nuove direzioni che possano emergere attraverso il dialogo con l’istituzione ospitante. Questo equilibrio tra pianificazione e flessibilità rende il mese produttivo e stimolante.

 

4. Quali benefici o competenze ha acquisito dall’esperienza di Shadowing che hanno influenzato la sua carriera o i suoi piani futuri?

Durante il soggiorno, oltre alla collaborazione principale con la Prof.ssa Musi - che ha svolto il ruolo di mentore durante il periodo di Shadowing - ho tenuto un seminario all’interno del cluster di ricerca Discourse, Data and Society della Facoltà di Comunicazione, ricevendo feedback preziosi sulla mia tesi da professori e colleghi.

Ho anche partecipato a incontri di mentoring con il Prof. Rudi Palmieri, docente a contratto della nostra Istituzione, che mi ha fornito indicazioni utili sul mio percorso di dottorato, e con un altro mentore con cui avevo interagito solo online.

Infine, e forse più importante, la pausa accademica di un mese dalle mie consuete responsabilità universitarie mi ha permesso di finalizzare e inviare un articolo atteso da tempo e di preparare un’altra submission per una conferenza.

 

5. Raccomanderebbe la borsa Shadowing ad altre e perché?

Assolutamente sì. La borsa Shadowing offre alle ricercatrici l’opportunità di partecipare a dialoghi di ricerca internazionali senza le barriere strutturali dei programmi di mobilità a lungo termine. Garantisce tempo dedicato alla ricerca, spesso difficile da ottenere accanto agli impegni universitari, favorisce collaborazioni significative e riconosce le diverse realtà della vita accademica.

Consiglio vivamente alle colleghe di fare domanda, perché la borsa non solo promuove la ricerca, ma incarna anche i valori di inclusività e pari opportunità nell’accademia.