Filantropia, vitale per la ricerca

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Servizio comunicazione istituzionale

22 Novembre 2021

Il 27 novembre 2021 si inaugura a Bellinzona il nuovo stabile che accoglie i laboratori dell'Istituto di ricerca in biomedicina (IRB) e dell'Istituto oncologico di ricerca (IOR) - entrambi affiliati all'USI - e alcuni laboratori dell'Ente Ospedaliero Cantonale (EOC), formando così il Polo di ricerca biomedica della Svizzera italiana. L'opera è stata edificata anche grazie a finanziamenti privati che, oltretutto, sono essenziali per l'operatività degli istituti di ricerca. Nell'ultimo degli approfondimenti della rivista Ticino Management dedicati al Polo di ricerca a Bellinzona si tratta proprio il tema delle donazioni del finanziamento della ricerca scientifica in generale.

[Per gentile concessione di Ticino Management, numero di novembre 2021]

Tra le fonti necessarie per sostenere lo sviluppo di istituti di ricerca scientifica quali IRB e IOR, essenziali sono le donazioni di privati e fondazioni: dagli investimenti in strumentazioni di avanguardia, al supporto di programmi di dottorato, sino ai finanziamenti di progetti non ancora maturi per un sostegno istituzionale ma dal grande potenziale, come può accadere nel campo dell’immuno-oncologia che accomuna le due realtà bellinzonesi. Ma chi dona, e perché?

Se con l’inaugurazione della nuova sede che accoglierà a Bellinzona oltre 250 scienziati, studenti e collaboratori di IRB e IOR, insieme anche ai laboratori di ricerca traslazionale dell’Ente Ospedaliero Cantonale, la Svizzera italiana può festeggiare la creazione di un Polo scientifico di ricerca biomedica in grado di imporsi a livello nazionale e internazionale, è grazie alle solide fondamenta poste in vent’anni di esistenza dei due istituti. Un risultato che non si sarebbe potuto raggiungere senza la capacità di proporre una ricerca di alta qualità in campi in grande espansione come le scienze della vita e l’oncologia, né tantomeno senza la lungimiranza e la perseveranza che la ricerca di base richiede per arrivare a risultati innovativi e validi. Solide fondamenta su cui costruire un futuro promettente: ragion per cui, oltre a trasferirsi sotto un unico tetto, IRB e IOR hanno costituito l’associazione Bios⁺ (Bellinzona Institutes of Science), con la missione di creare nuove sinergie e di coordinare le loro attività di ricerca scientifica e di insegnamento.

Ma con quali risorse è stato possibile far nascere e poi crescere, dal nulla, questi due Istituti non-profit, di carattere accademico e ora affermatisi su scala globale nei rispettivi campi specialistici? Un ruolo importante lo hanno giocato - e continuano a rivestirlo - le istituzioni, in primis la Confederazione, il Canton Ticino e la Città di Bellinzona. A questo sostegno si affiancano le risorse, altrettanto determinanti, che provengono dai finanziamenti per progetti competitivi assegnati in base al merito scientifico dal Fondo nazionale svizzero, da Innosuisse, dalla Comunità europea e da alcuni progetti sponsorizzati da fondazioni private: complessivamente circa il 50% dei fondi dei due Istituti.

 

Nel contributo a firma di Susanna Cattaneo - in allegato - l'articolo completo con i commenti di Davide Robbiani e Mariagrazia Uguccioni, risp. Direttore e vicedirettrice dell'IRB, e di Carlo Catapano, Direttore dello IOR.

I precedenti contributi della serie di Ticino Management e Ticino Management Donna dedicati alla ricerca biomedica in Ticino sono elencati nei "Quicklinks".

 

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