Beatrice Bano, Testimonianza Mentoring Accademico
Servizio pari opportunità
28 marzo 2025
Il Servizio pari opportunità propone il Programma di Mentorato Accademico rivolto alle donne PhD e Postdoc dell'USI. Il programma è uno strumento di accompagnamento del percorso universitario complementare all'inquadramento offerto dalle singole Facoltà di riferimento che offre un orientamento per pianificare la propria carriera accademica, perfezionare le proprie conoscenze o allargare la rete di contatti nel proprio ambito di ricerca.
Attraverso l'accompagnamento da parte di un o una mentore, cioè una persona-risorsa (professore/essa, docente, ricercatore/trice) esperta del campo di attività prescelto, la mentee ha la possibilità di beneficiare di un orientamento personalizzato, che contribuisce alla definizione di un percorso di carriera preciso ed al raggiungimento dei propri obiettivi.
Beatrice Bano, Dottoranda della Facoltà di scienze biomediche presso l'Istituto di salute pubblica, partecipa come mentee al programma.
Qui la sua testimonianza:
Cosa ti ha spinto a partecipare al programma di mentoring accademico dell’USI?
La decisione di partecipare al programma di mentoring è nata dalla mia convinzione che fosse fondamentale confrontarmi con altre donne professioniste, in particolare quelle che hanno esperienza nel mio campo accademico. Cercavo qualcuno che potesse guidarmi e offrirmi spunti sulle opportunità future che potrei intraprendere. Essendo al primo anno del dottorato, mi sentivo un po' smarrita e alla ricerca di qualcuno che potesse offrirmi una direzione, condividendo le proprie esperienze. Inoltre, avevo sentito parlare del programma di shadowing, che mi sembrava un'opportunità interessante, e ho scoperto che la partecipazione al mentoring fosse un passo essenziale per accedere a quest'esperienza. Ho quindi deciso di cogliere questa opportunità come un modo per arricchire il mio percorso accademico.
In che modo il mentoring ha influenzato il tuo percorso di dottorato e la tua crescita professionale?
Il mentoring ha avuto un impatto significativo nel mio percorso di dottorato, soprattutto grazie alla figura della mia mentore, che opera nel mio stesso settore di ricerca. Grazie a lei, ho avuto accesso a risorse molto utili per il mio lavoro, come articoli, strumenti di ricerca e indicazioni pratiche che mi hanno permesso di rafforzare la mia metodologia. Inoltre, i consigli pratici che ho ricevuto mi hanno aiutato a gestire meglio alcune difficoltà quotidiane.
Pensi che il programma di mentoring possa contribuire a rendere l’ambiente universitario più supportivo nei confronti delle carriere accademiche femminili?
Il programma di mentoring sicuramente offre un supporto molto utile alle giovani professioniste, permettendo loro di imparare da esperienze dirette. Tuttavia, credo che, sebbene utile, un programma di mentoring individuale possa non essere sufficiente per rendere l'ambiente universitario intrinsecamente più supportivo verso le carriere femminili. Un cambiamento più ampio e duraturo richiederebbe un impegno strutturale, come la creazione di reti di supporto e spazi in cui le donne possano confrontarsi collettivamente.
Cosa consiglieresti a una nuova dottoranda che sta valutando di partecipare al programma?
Il mio consiglio sarebbe di scegliere una mentore che rappresenti una fonte di ispirazione. La nuova dottoranda dovrebbe cercare qualcuno che abbia un percorso simile a quello che immagina per sé, in modo da poter apprendere sia dai successi che dalle sfide che quella persona ha affrontato. Una mentore che lavora in un settore di interesse per la dottoranda o che ha esperienze particolarmente rilevanti per il suo percorso accademico potrebbe essere di grande aiuto nel fornire indicazioni pratiche e consigli che fanno la differenza.
Questo percorso ha influenzato le tue scelte future? Ti senti più preparata per il mondo accademico (o per altre carriere)?
Personalmente, non mi sento ancora completamente preparata per affrontare il mondo accademico, ma sicuramente il programma di mentoring mi ha fornito strumenti e risorse utili. Le conversazioni con la mia mentore si sono focalizzate principalmente su temi più tecnici e pratici, come la gestione del lavoro in team e l'individuazione delle risorse più utili nel nostro campo di ricerca. Questi aspetti sono fondamentali per la crescita professionale, ma credo che per una preparazione più completa sarebbe necessario un supporto più mirato su tematiche legate alla gestione della carriera accademica in senso ampio.
C’è qualcosa che hai imparato grazie al mentoring che porterai con te anche dopo il dottorato?
Una delle lezioni più importanti che ho imparato è l'importanza di avere il coraggio di chiedere aiuto e di avvicinarsi alle persone. Molto spesso, infatti, le persone sono disposte a condividere le proprie conoscenze e a offrirti supporto, ma bisogna essere proattivi nell'iniziare quella conversazione.
Se dovessi consigliare il programma a una nuova dottoranda, quale beneficio personale sottolineeresti di più?
La possibilità di parlare liberamente a qualcuno che non lavora direttamente con te di qualsiasi argomento, non strettamente professionale. Ad esempio, consigli per gestire i rapporti con i colleghi, prendersi cura della propria salute mentale e curare l’equilibrio vita privata-vita professionale.