Identità a Pixel e Il Puzzle dell'Inclusione

UniVerso
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Servizio pari opportunità

14 maggio 2025

In occasione di UniVerso, la giornata di porte aperte all’Università della Svizzera italiana (USI), che si è tenuta il 10 maggio 2025, la Facoltà di Informatica, in collaborazione con il Servizio pari opportunità, ha proposto l’iniziativa "Identità a Pixel e Il Puzzle dell'Inclusione", un'attività immersiva finalizzata a stimolare una riflessione critica sull’utilizzo dell’Intelligenza artificiale (IA) e sul suo impatto sulla nostra identità. L'evento ha offerto a chi ha partecipato, grandi e piccoli, l’opportunità di esplorare come l’IA ci osserva, come raccoglie i nostri dati e come, spesso, attraverso la digitalizzazione e i database, tendiamo a vedere la nostra identità semplificata.

Il percorso immersivo dal titolo evocativo “Identità a Pixel” ha permesso ai e alle giovani e partecipanti di esplorare come le nuove tecnologie, pur essendo strumenti potenti e innovativi, a volte semplifichino e omogeneizzino le nostre identità. Questo avviene perché spesso i database, da cui le IA traggono ispirazione, contengono bias che derivano dalla sovrarappresentazione di alcune categorie rispetto ad altre. La conseguenza è che, senza una cura attenta e una riflessione critica, rischiamo di perdere la nostra unicità, ridotti a stereotipi o categorie generiche che non riflettono la ricchezza e la diversità della realtà. Le tecnologie, come l'intelligenza artificiale, possono essere strumenti straordinari se alimentati da database diversificati che riflettano la realtà nelle sue molteplici sfaccettature. È fondamentale che i sistemi digitali rappresentino tutte le categorie e le identità in modo equilibrato e realistico, senza cadere nella trappola dei pregiudizi e delle generalizzazioni che appiattiscono le differenze.

Al termine del percorso, i partecipanti e le partecipanti hanno trovato il Puzzle dell'Inclusione, uno spazio interattivo dove ogni bambino o bambina ha avuto l'opportunità di rappresentarsi su un pezzo di puzzle. Ogni pezzo, unico e personale, è stato poi unito a quello degli altri, creando una composizione unica. Questo gesto simbolico porta in sé un mesaggio importante: seppur diverso, ogni pezzo si incastra perfettamente con gli altri, dimostrando che la diversità è una ricchezza ed è fondamentale per un insieme armonioso.

L’iniziativa ha voluto sottolineare l’importanza di creare spazi digitali inclusivi e rispettosi della pluralità, promuovendo un uso cotruttivo, critico e consapevole delle nuove tecnologie. Solo quando i dati che alimentano l’IA sono variegati e rappresentativi di tutte le realtà, possiamo avere strumenti che non semplificano o uniformano, ma che riflettono la ricchezza della nostra diversità.