Mostra Migrazione - una retrospettiva
Servizio relazioni internazionali e mobilità
18 dicembre 2025
Dal 22 settembre al 18 ottobre 2025 l’USI ha ospitato presso lo spazio Biblioagorà (Campus Est USI-SUPSI) la mostra Migrazione con fotografie di Darrin Zammit Lupi.
In occasione della Giornata internazionale del Migrante istituita delle Nazioni Unite e celebrata ogni anno il 18 dicembre, ripercorriamo questa importante iniziativa.
La mostra è stata organizzata e promossa dal Servizio relazioni internazionali e mobilità in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) Svizzera e il Museo delle Dogane Svizzero di Cantine di Gandria. Le immagini di Darrin Zammit Lupi, fotogiornalista di fama internazionale basato a Malta, hanno offerto al pubblico una profonda riflessione sulle molteplici dimensioni della mobilità umana: esse raccontano infatti i principali movimenti migratori degli ultimi trent’anni — eventi che hanno segnato non solo la storia globale, ma anche il paesaggio sociale e culturale della Svizzera — catturando al tempo stesso le difficoltà e le speranze legate alla migrazione e ritraendo le persone non come vittime passive, ma come individui dotati di resilienza, coraggio e capacità di scelta.
Questa iniziativa si inserisce pienamente nella missione dell’USI come università internazionale impegnata a promuovere inclusione, diversità e libertà accademica. Con studenti e studentesse, ricercatori e ricercatrici provenienti da oltre cento paesi, l’USI sostiene attivamente persone particolarmente vulnerabili attraverso iniziative come il programma Scholars at Risk, di cui fa parte dal 2016, e il programma InclUSIone, avviato nell’anno accademico 2024/2025 per facilitare l’accesso all’istruzione superiore a persone appartenenti al settore dell’asilo. Questi progetti, sviluppati in sinergia con le politiche cantonali e federali di integrazione e in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile (in particolare gli Obiettivi 4 e 10), rafforzano il ruolo dell’USI come attore chiave nella promozione di un’istruzione equa e inclusiva.
L’inaugurazione della mostra si è tenuta lunedì 22 settembre 2025.
La serata si è aperta con il saluto istituzionale del Prorettore alla ricerca, Prof. Patrick Gagliardini, che ha sottolineato il ruolo dell’USI come istituzione aperta, inclusiva e attenta alle dinamiche globali.
Successivamente, sono stati presentati i programmi InclUSIone e Scholars at Risk (SAR).
La Prof.ssa Jolanta Drzewiecka, docente di comunicazione interculturale all’USI, ha aperto il dialogo con un’introduzione sull’attualità dei fenomeni migratori e le sconcertanti cifre sulle persone bisognose di protezione nel mondo: secondo l'ultimo rapporto dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) oggi ci sono circa 42.5 milioni di persone rifugiate nel mondo mentre quasi 68 milioni di persone sfollate internamente al proprio paese e la maggior parte di queste persone (73%) è accolto in Paesi a basso o medio reddito. La prof. Drzewiecka ha poi riportato l’attenzione sul volto umano di queste statistiche: “sono orgogliosa di essere professoressa in un’università che ha offerto un luogo sicuro almeno ad alcune di queste persone” ha affermato, ricordando che l’istruzione è un diritto umano e uno strumento fondamentale di integrazione sociale e che solo le società “i cui membri si sentono valorizzati, ascoltati e messi in condizione di contribuire […] sono capaci di affrontare le sfide senza precedenti che ci attendono”. Le università, ha concluso, svolgono un ruolo fondamentale “nel promuovere l’inclusione ma anche nel rafforzare la nostra comprensione dei meccanismi di esclusione”.
A seguire, Parwiz Mosamim, dottorando presso l’Istituto di comunicazione e politiche pubbliche e primo Scholar at Risk ospitato all’USI, ha raccontato la propria esperienza all’interno dell’ateneo, dal suo arrivo nel 2021 fino alla partecipazione al SAR Global Congress 2024, dove ha rappresentato l’USI. Ha evidenziando come la rete internazionale SAR sia fondamentale per la tutela della libertà accademica e per la protezione dei ricercatori a rischio ma anche come la libertà accademica debba essere continuamente difesa.
Infine, Filmon Mengstu Bezabh, studente USI del primo anno di Master, ha condiviso il suo percorso nel programma InclUSIone, che consente a studenti e studentesse afferenti al settore dell’asilo di seguire corsi come uditori e uditrici per prepararsi all’iscrizione regolare. Dopo un semestre di esperienza nel programma, Filmon ha iniziato il suo Master a tempo pieno e ha raccontato con entusiasmo il valore formativo e umano di questo percorso di accompagnamento.
Dopo gli interventi, il pubblico si è spostato in Biblioagorà per il taglio simbolico del nastro.
Il fotografo, impossibilitato a essere presente, ha inviato un messaggio video per salutare il pubblico e raccontare il significato del suo lavoro che mette al centro la dignità umana e ci ricorda che, come le persone ritratte nelle sue fotografie, tutte e tutti noi “abbiamo speranze, paure e sogni”.
A conclusione dell’evento sono intervenute le rappresentanti dei due partner principali dell’esposizione: Berta Fernández-Alfaro, Capo Missione dell’IOM Svizzera e Liechtenstein, che ha illustrato l’impegno dell’organizzazione nella gestione dei fenomeni migratori e nella promozione della consapevolezza pubblica, e la genesi del progetto della mostra fotografica Migrazione, nato per festeggiare i 30 anni di impegno di IOM in Svizzera e Sonja Burri, Sostituta Direttrice del Museo delle Dogane Svizzero. Quest'ultima ha raccontato il lavoro dell’Ufficio Federale delle Dogane e della Sicurezza dei Confini, entro il quale è inserito il Museo delle Dogane, e ha spiegato l’importanza che ha per il museo ospitare la medesima mostra nella propria sede, ricordando che l’interesse e il valore di approfondire il tema della migrazione si estendono anche oltre l’ambito accademico.
La serata si è conclusa con la visita libera alla mostra e un aperitivo conviviale, durante il quale i partecipanti hanno potuto incontrare gli ospiti e approfondire i temi trattati.
Questo evento ha rappresentato un'importante occasione di sensibilizzazione su tematiche attuali e complesse, rafforzando il ruolo dell'Università come spazio di dialogo e informazione. Inoltre, ha permesso di rinnovare la collaborazione tra parter istituzionali e attori del territorio che sostengono le persone con esperienza di migrazione forzata nel loro percorso di inclusione nella nostra società. Una collaborazione che rientra pienamente nel "terzo mandato" dell'USI, attraverso il quale l'Università si propone come risorsa per il territorio al fine di contribuire al suo sviluppo non solo dal punto di vista economico, ma anche sociale e culturale.