La Settimana contro il razzismo (SCR) 2026 continua: lanciato un sondaggio per la comunità USI.

Sondaggio per comunità USI
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24.03.2026 proiezione del film, Auditorium USI
24.03.2026 proiezione del film, Auditorium USI

Servizio relazioni internazionali e mobilità

30 marzo 2026

Dopo la partecipazione alla Settimana contro il razzismo (SCR) 2026, il Servizio relazioni internazionali e mobilità invita tutta la comunità dell’USI a contribuire al nuovo sondaggio: Diversità culturale e inclusione all’USI: che cosa ne pensi? (per info rivolgersi a [email protected]).

La partecipazione richiede pochi minuti, è del tutto anonima e contribuirà ad orientare le future iniziative verso i bisogni e le esperienze della nostra realtà relative alla tematica della diversità culturale.

 

In attesa di ascoltare le vostre voci, ripercorriamo gli eventi promossi durante la SCR 2026.

Dal 23 al 27 marzo 2026, l’USI ha partecipato alla Settimana cantonale contro il razzismo (SCR), un’iniziativa che esiste in Svizzera dai primi anni 2000 ed è promossa in Ticino dal Servizio per l’integrazione degli stranieri.

L’USI ha preso parte al programma con il progetto Oltre lo sguardo: storie di lavoro dal razzismo all’inclusione, proposto dal Servizio pari opportunità e dal Servizio relazioni internazionali e mobilità dell’USI, in collaborazione con il Servizio Gender & Diversity della SUPSI, e supportato dal Servizio per l’integrazione degli stranieri, di Swisslos e del Servizio federale per la lotta al razzismo. 

Il progetto ha permesso di approfondire il tema della discriminazione razziale attraverso un approccio multidisciplinare, offrendo un’analisi trasversale di una realtà complessa che, in quanto istituzione accademica, siamo chiamati ad affrontare. Il tema è stato affrontato durante alcune lezioni integrate nei programmi regolari di studio dell'USI che per l’occasione sono state aperte anche al pubblico:

  • Il Prof. Marco Maggi ha proposto una riflessione sul ruolo della letteratura nella costruzione di uno sguardo inclusivo, attraverso l’opera dello scrittore e fotografo Teju Cole che mettono in discussione le categorie identitarie rigide invitando a riconoscere la pluralità delle esperienze, in particolare rispetto alla “nerità”, intesa come realtà complessa e non univoca. È emersa così una “pedagogia dello sguardo” che valorizza le differenze come pratica etica e promuove un’inclusività fondata sul riconoscimento delle singolarità, più che sull’assimilazione.
  • Il Prof. Vincenzo Matera ha affrontato il razzismo da una prospettiva di antropologia culturale, evidenziandone la natura relazionale, dinamica e storicamente situata. Il razzismo è stato descritto come un insieme di pratiche che trasformano le differenze in disuguaglianze, radicate nei rapporti di potere e nella distribuzione delle risorse. È emerso come tali dinamiche si riproducano nel tempo, ridefinendo continuamente i confini tra “noi” e “gli altri”, e come il loro contrasto richieda non solo interventi educativi, ma anche una riflessione critica sugli assetti strutturali della società.
  • La Prof.ssa Jolanta Drzewiecka ha approfondito il concetto di “razza” come costruzione sociale e storica, priva di fondamento biologico. Attraverso esempi legati alla tradizione scientifica europea, è stato mostrato come tale concetto sia stato utilizzato per giustificare gerarchie, esclusioni e sfruttamento, in particolare nel contesto coloniale. La lezione ha inoltre evidenziato le contraddizioni del contesto europeo contemporaneo, dove il rifiuto del termine “razza” convive con la persistenza di pratiche discriminatorie.

Nella serata del 24 marzo è stata inoltre proposta la proiezione del film “La prodigiosa trasformazione della classe operaia in stranieri”, in collaborazione con il Film Festival Diritti Umani Lugano, che ha rappresentato un momento centrale di riflessione sul rapporto tra lavoro, migrazione e costruzione sociale dell’alterità. A seguito della proiezione, l’approfondimento della Dott.ssa Vega Tescari (USI) e del Prof. Spartaco Greppi (SUPSI), ha favorito un dialogo tra prospettive accademiche e riflessione pubblica, sottolineando il ruolo della memoria storica nel comprendere le forme contemporanee di discriminazione e il legame tra razzismo e sfruttamento nel mondo del lavoro.

Oltre che attraverso le lezioni aperte al pubblico e la proiezione cinematografica, nel corso della settimana, numerose persone — sia appartenenti alla comunità universitaria sia esterne — hanno avuto l’opportunità di confrontarsi e riflettere sul tema del razzismo, anche attraverso gli spazi lettura tematici presenti nelle sedi delle Biblioteche universitarie USI e SUPSI. 

 

Vai al sondaggio “Diversità culturale e inclusione all’USI: che cosa ne pensi?”: LINK

Il tuo contributo è importante per approfondire il tema del razzismo all’USI in una prospettiva intersezionale!