Seminario alpino 14: Pari opportunità, Inclusione e Diversità al centro dell'esperienza formativa.
Servizio pari opportunità
15 marzo 2026
Dal 15 al 17 aprile 2026 si è svolto il Seminario alpino 14 della Casa della sostenibilità dell'USI sviluppato in collaborazione con il Servizio pari opportunità e dedicato al tema delle pari opportunità, dell'inclusione e della valorizzazione delle diversità. Studentesse e studenti delle facoltà di Comunicazione ed Economia hanno vissuto un'esperienza immersiva di tre giorni, in cui il contesto naturale alpino ha fatto da cornice a un percorso di approfondimento che ha intrecciato sostenibilità ambientale e sociale. Proprio con le studentesse e gli studenti abbiamo ripercorso queste giornate tramite un'intervista, riportata di seguito, che da voce alla loro esperienza e racconta le tappe più importanti di questo percorso.
Dopo un'introduzione teorica sui limiti del pianeta curata dal Dr. Samuele Poletti e dal Dr. Giovanni Pellegri della Casa della sostenibilità, Luca Visconti, Professore ordinario di Marketing all’'USI, è intervenuto guidando verso una riflessione sui concetti di diversità, minoranza e vulnerabilità in una prospettiva intersezionale. In seconda giornata, Danuscia Tschudi Von Kaenel, Senior Researcher presso il Centro competenze lavoro, welfare e società della SUPSI e Brita Kleindienst, attrice e regista dell'Accademia Teatro Dimitri, hanno animato il workshop “Differenze di genere nell’istruzione e nel lavoro: come possiamo promuovere il dialogo e affrontare le disuguaglianze?”.
Il corso ha unito una riflessione sui limiti planetari con un'analisi approfondita delle dinamiche sociali che costruiscono disuguaglianze, stereotipi e discriminazioni. Attraverso un approccio interdisciplinare, si sono approfonditi i concetti di diversità, minoranza e vulnerabilità, con un'attenzione al ruolo del riconoscimento del potere nella costruzione delle differenze e al concetto di intersezionalità, centrale nella cornice della Critical Diversity Literacy proposta da Melissa Steyn, riferimento teorico di tutto il percorso.
Comprendere il vero significato di questi concetti è stato un approfondimento prezioso e il concetto di intersezionalità, in particolare, è stato colto come un intreccio tra dimensioni strutturali e contestuali la cui combinazione produce esiti più complessi rispetto al singolo fattore considerato isolatamente. Chi aveva già una sensibilità verso questi temi ha acquisito strumenti più concreti per osservare le disuguaglianze nella vita quotidiana; per si approcciva per la prima volta a questi concetti è stata invece un'opportunità di conoscenza e di osservazione.
La metodologia di lavoro ha combinato input teorici, lavori di gruppo ed esercizi basati sul teatro. L'introduzione alle tecniche teatrali, particolarmente apprezzata, si è perfettamente integrata all'attività di studio teorico offrendo un percorso formativo efficace e coerente. Questo intreccio di strumenti cognitivi, relazionali ed esperienziali ha permesso non solo di comprendere le dinamiche di esclusione e privilegio, ma anche di sperimentarle sul piano emotivo e corporeo, favorendo quella "educazione dei sentimenti" che Steyn indica come componente essenziale di ogni trasformazione sociale autentica. L'insieme delle attività – dalla passeggiata al lavoro di gruppo, dal teatro alle lezioni frontali – è stato percepito come un percorso ibrido ma coeso.
Un'escursione nella prima giornata e la dimensione residenziale hanno favorito uno scambio autentico e continuo fra un gruppo di persone con background disciplinari e fasce d'età diverse, elementi chiave di un progetto che mira a unire saperi, esperienze e sensibilità. Il gruppo ristretto ha facilitato la creazione di legami significativi e la varietà di età e percorsi ha rappresentato un ulteriore arricchimento. In particolare, è emerso un clima di rispetto e apertura che ha consentito di discutere temi delicati – come le questioni di genere – in modo positivo e costruttivo, anche al di fuori dei momenti formativi. Ognuno ha sentito di essere apprezzato e mai giudicato, potendo esprimere liberamente le proprie opinioni anche in presenza di punti di vista differenti. Le presentazioni dei lavori di gruppo, commentate dai relatori e dalle relatrici, hanno chiuso il percorso nella mattinata del venerdì, i feedback e le discussioni che ne sono seguiti sono stati tra i momenti di maggiore impatto dell'intero seminario.
Le riflessioni emerse nel gruppo durante l'intervista vertono sulla consapevolezza della persistenza di significativi stereotipi di genere nel mondo del lavoro e nei livelli di istruzione più elevati: le donne risultano spesso meno ascoltate e prese sul serio rispetto ai colleghi uomini, e i ruoli di maggiore responsabilità tendono ancora a essere associati alla figura maschile. "Un ambiente di studio o di lavoro realmente inclusivo dovrebbe garantire a tutte e tutti la possibilità di esprimersi in modo equivalente, senza che la voce di nessuno sovrasti quella di altri. Le organizzazioni – università, aziende, associazioni – sono chiamate a un ruolo attivo nel sensibilizzare su questi temi e nell'agire concretamente per assicurare che ogni voce venga ascoltata e presa sul serio allo stesso modo".
Sul piano personale, il seminario ha lasciato un segno profondo. Tra le principali risorse acqusite spicca la volontà di adottare nuove narrative, una comunicazione più empatica e imparare a relazionarsi con le persone prima che con i ruoli. Il percorso ha ulteriormente ampliato un'apertura mentale che si credeva già consolidata, è stata un'esperienza capace di cambiare la propria visione sia sulle pari opportunità sia sulle questioni ambientali.
Sul significato di inclusione, la riflessione del gruppo ha creato l'immagine di "un ambiente - non semplicemente un gruppo ma un contesto fatto anche di strumenti, aiuti e condizioni – in cui nessuno si senta in difetto o escluso e dove si trovino modi di coinvolgimento positivo per ogni persona presente.
"Se doveste riassumere in una parola i tre giorni trascorsi alla Casa della sostenibilità?" - "Dialogo. Un dialogo capace di aprire gli occhi su se stessi e sugli altri, e di indicare una direzione per andare avanti in modo più pacifico e rispettoso".
La risposta del Seminario alpino 14 consolida l'integrazione dei temi di pari opportunità, inclusione e diversità nell'offerta formativa della Casa della sostenibilità, in linea con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030, in particolare quelli dedicati alla parità di genere, alla riduzione delle disuguaglianze e alla promozione di società più giuste e inclusive. L'esito di questa edizione conferma il valore di un approccio formativo innovativo, capace di connettere teoria, esperienza e territorio, favorendo una crescita più consapevole, inclusiva e sostenibile.