Silvia Cipelletti al Tecnológico de Monterrey: la sua esperienza di teaching mobility

Silvia Cipelletti insieme ai colleghi del Dipartimento di architettura del Tec.
Silvia Cipelletti insieme ai colleghi del Dipartimento di architettura del Tec.
Il gruppo dei/delle partecipanti al Tec Faculty Week.
Il gruppo dei/delle partecipanti al Tec Faculty Week.
Silvia Cipelletti con i colleghi del Tec.
Silvia Cipelletti con i colleghi del Tec.

Servizio relazioni internazionali e mobilità

21 maggio 2026

A novembre 2025 l'arch. Silvia Cipelletti ha aderito alla Faculty Week organizzata dal Tecnológico de Monterrey, Messico, università partner dell'USI. In questa intervista ha condiviso con noi la sua esperienza.

Arch. Cipelletti, ci racconta brevemente il suo percorso accademico e di ricerca, e di cosa si occupa attualmente?

Ho studiato architettura presso l'Accademia di Mendrisio e attualmente sto concludendo un dottorato di ricerca presso l'Istituto di Studi Urbani e di Paesaggio ISUP e l'Istituto di Media e Giornalismo IMeG. La mia ricerca esplora l'interfaccia tra architettura e cinema, nuovi media e paesaggio. Nello specifico, la mia tesi di dottorato applica il video saggio come strumento di indagine per il paesaggio di confine tra Italia e Svizzera.

Durante la International Faculty Week al Tecnológico de Monterrey, quali attività e su quali temi è stata coinvolta?

Ho tenuto un workshop su cinema e video saggi come strumenti di progetto e ricerca architettonica, durante il quale gli studenti hanno potuto realizzare piccoli cortometraggi ambientati nel campus universitario. Ho inoltre partecipato a diversi atelier di progettazione architettonica e di paesaggio, effettuando revisioni ai progetti degli studenti, sia in sessioni individuali che in presentazioni collettive. Infine, ho incontrato colleghi ricercatori del dipartimento di architettura e pianificazione urbana, e del Center for the Future of Cities e C LAB. Ho avuto modo di conoscere i progetti di ricerca in corso e le modalità di collaborazione dell'ateneo con gli stakeholder locali.

C’è qualcosa che l’ha particolarmente colpita o che porterà nel suo quotidiano dopo questa esperienza?

Sono rimasta colpita dall'estrema generosità del direttore Jorge Salinas e dei docenti del dipartimento di architettura. Ho molto apprezzato l'apertura mentale e la sensibilità degli studenti del Tec, che si sono cimentati in nuove modalità di pensiero e di lavoro in un breve arco temporale. È stato stimolante osservare come una facoltà di architettura prepari i propri studenti a rispondere alle sfide poste da un territorio urbano in rapida trasformazione e alle criticità ecologiche che ne conseguono. Questa immersione in un contesto così diverso ha inoltre rafforzato la mia convinzione che il paesaggio di confine, tematica centrale nella mia ricerca, vada sempre letto attraverso la sua dimensione sociale e politica oltre che fisica.

Questa esperienza ha aperto nuove opportunità di collaborazione o progetti futuri con colleghi internazionali?

Stiamo valutando l'opzione di proporre simili workshop di film e architettura nuovamente presso il Tec, e abbiamo in programma di mettere in contatto i reciproci istituti di ricerca per creare possibili contatti e collaborazioni. Personalmente sarei interessata a ripetere quest'esperienza per esplorare maggiormente il carattere interdisciplinare della formazione al Tec de Monterrey e approfondire tematiche paesaggistiche in quella zona, che, essendo prossima al confine con gli Stati Uniti, costituisce anche un luogo di interesse per le mie ricerche.

Consiglia questa esperienza? Si, no, perchè?

Consiglierei assolutamente questa esperienza, in particolare presso la facoltà di architettura. Trovo fondamentale approfondire modalità di didattica in una realtà così distante e unica come quella del Tec de Monterrey, dove determinate criticità paesaggistiche vengono affrontate direttamente da docenti e studenti in ambito didattico, a diretto contatto con enti e stakeholder locali, e non in maniera astratta. Lo staff del campus e gli organizzatori della International Faculty Week sono estremamente disponibili e hanno fatto un ottimo lavoro.