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Philippe Schärer
Philippe Schärer
La Residenza al Parco, a Muralto
La Residenza al Parco, a Muralto

Servizio comunicazione istituzionale

20 Aprile 2020

Le persone di terza età sono la fascia più a rischio in questa emergenza sanitaria. Philipp Schärer, Direttore di Tertianum Residenza al Parco e partecipante della nona edizione di USI EMBA, ci racconta come è cambiata la quotidianità nella struttura residenziale che dirige a Muralto, che accoglie ospiti anziani e offre loro assistenza e cure.  

Tertianum ha adottato da subito vari provvedimenti per la sicurezza degli ospiti e del personale, che risiede ora direttamente presso la Residenza per evitare spostamenti, adoperandosi tempestivamente per la gestione della crisi. “All'inizio abbiamo adottato le direttive ricevute dalla cellula di crisi a Zurigo, sede centrale: è stato difficile implementare tutte le richieste e direttive ricevute non soltanto dalla Confederazione, ma anche dal medico cantonale, oltre a quelle già in vigore a Tertianum. In seguito, si è creata una cellula di crisi anche in Ticino, formata dalla centrale regionale dei servizi Tertianum insieme ai direttori delle strutture. Gli scambi avvengono online tramite l’app di video conferencing Zoom due volte alla settimana. Queste riunioni assicurano che tutte le misure prese siano state capite e applicate nella stessa maniera in tutte le strutture”, spiega Schärer. 

Per i residenti le precauzioni e i cambiamenti repentini sono stati difficili da accettare, la struttura è stata infatti chiusa al pubblico esterno, impendendo visite e sospendendo tutte le attività al di fuori della Residenza. Come riorganizzare quindi le giornate all’interno della struttura per permettere agli ospiti di affrontare al meglio questa difficile situazione, sostenendoli anche psicologicamente? “Sono molte le iniziative che abbiamo messo in atto. Il nostro reparto animazione ha introdotto alcune attività prestando attenzione alle regole di igiene e distanza sociale e al rispetto di queste norme da parte degli ospiti: è stato organizzato un servizio di ‘spesa in casa’, o ancora attività per gruppi di massimo cinque persone come tornei di bocce nel parco, lezioni di sport all’aperto, caccia all’uovo di Pasqua e altre attività ricreative”, continua Schärer. 

Nel reparto cure è stato inoltre introdotto l’uso del tablet, portando gli anziani a interfacciarsi con nuovi strumenti di comunicazione per restare in contatto con i propri cari. “Fissiamo gli appuntamenti in videochiamata contattando le famiglie telefonicamente: l’iniziativa è stata colta con molto entusiasmo sia dagli ospiti sia dai famigliari, entrambi lieti di aver trovato un modo per continuare a vedersi anche se distanti”, racconta Schärer. Per dare inoltre la possibilità agli ospiti di comunicare in totale privacy è stata creata anche una “cabina telefonica”, un locale appartato dove poter chiudere la porta e non essere disturbati durante le videochiamate.

 

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