Dal contagio dei corpi al confronto della parola. Due storie greche

Bartolomeo Crivellari, Ulisse in fuga su una zattera con l'aiuto della divinità del mare Leucotea, 1756
Bartolomeo Crivellari, Ulisse in fuga su una zattera con l'aiuto della divinità del mare Leucotea, 1756

Servizio comunicazione istituzionale

18 Maggio 2020

Tra i racconti di peste trasmessi dalla letteratura antica v’è quello - mitico - con cui si apre l’Iliade di Omero e quello – storico, rigoroso e lucido - di Tucidide nel secondo libro delle sue Storie. Francesca Berlinzani, docente dell’Istituto di studi italiani, propone una riflessione sulla situazione attuale raccontandoci due storie greche.  

Due narrazioni assai diverse, nelle quali il tratto condiviso è dato dal senso di sgomento e angoscia che la comunità vive di fronte al contagio, quello del corpo e quello dell’anima. In entrambi i racconti, tuttavia, sono tracciati i sentieri della speranza, seppur diversamente declinati, e incarnati nelle figure e nelle azioni ora del sacerdote e dell’indovino, ora del grande padre della democrazia, Pericle, le cui parole ci scortano, per analogia, fino a Ulisse sulla sua zattera nell’alto mare.

Dal contagio dei corpi al confronto della parola. Due storie greche

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