Storie e volti della Facoltà di scienze biomediche: Luca Gabutti

Il Professor Luca Gabutti
Il Professor Luca Gabutti

Servizio comunicazione istituzionale

Prosegue il percorso alla scoperta di alcuni dei professori, docenti e ricercatori che accoglieranno gli studenti del Master in Medicina all’USI in settembre. Oggi incontriamo Luca Gabutti, professore all’USI, internista e nefrologo nonché primario di medicina interna all’Ospedale Regionale di Bellinzona e Valli. Ripercorriamo con lui alcune tappe del suo percorso professionale, condividendo anche alcuni ricordi della sua vita da studente in medicina e esplorando vari luoghi del nostro Cantone.  

Ticinese, Luca Gabutti si è laureato alla Facoltà di medicina di Losanna nel 1990. Ottiene poi il dottorato nel 1996 all’Università di Berna e quindi i titoli FMH di specialità in medicina interna nel 1997 rispettivamente di nefrologia nel 1999. Nel 2006 consegue la libera docenza (PD) e nel 2012 il titolo di professore all’Università di Losanna. La sua carriera si snoda quindi tra Berna, Losanna e il Ticino.

Del suo percorso all’università porta con sé molti ricordi, in particolare legati alla vita studentesca, caratterizzata da una forte solidarietà tra studenti e con i docenti, condita da tanta voglia di lavorare e di divertirsi insieme. Un aneddoto che ricorda con il sorriso ci porta tra i boschi della Svizzera romanda: “una volta con un gruppo di amici, durante un’escursione invernale nel fine settimana, ci siamo persi in un bosco dalle parti di Montreux e impauriti e infreddoliti siamo riusciti a rientrare solo in piena notte e con i vestiti fradici. Prepararsi tutti assieme una spaghettata, con i vestiti che giravano nell’asciugatrice e ridere della nostra paura è stato uno dei momenti più belli della mia vita” racconta Gabutti. Alla specializzazione in nefrologia, legata quindi alle malattie renali, ci è arrivato un po’ per caso: “mi ci sono appassionato - spiega Gabutti - scoprendo che il reparto di emodialisi, oltre ad essere una piccola comunità di pazienti con regole quasi monacali, è anche uno straordinario laboratorio. È stato bellissimo, durante i primi anni, costruire studi clinici, chiacchierando con i pazienti e raccogliendo i loro suggerimenti”.

Anche l’insegnamento fa parte del suo percorso professionale, con l’attività didattica che coinvolge gli studenti di medicina dell’Università di Losanna, gli allievi della scuola cantonale degli infermieri e della scuola medico-tecnica, i medici assistenti e candidati medici del reparto di medicina dell’ospedale e infine da settembre anche gli studenti dell'USI. Ancora oggi, dopo 30 anni di esperienza in ospedale, quando condivide un’attività clinica con gli studenti o i medici assistenti, Gabutti sente di avere lo stesso bisogno e la stessa voglia di imparare che aveva durante le mie giornate cliniche a Losanna. “Condividere un momento formativo – continua Gabutti - è un’occasione per fare esperienza, insieme agli studenti e medici assistenti, della relazione con il paziente e i parenti, del ragionamento clinico, delle proprie difficoltà e di come affrontarle. Far percepire il proprio impegno e la propria determinazione ai pazienti, costruendo un clima di fiducia, è centrale: ci si pone come punto di riferimento per tutto quanto riguarda la salute”.

Gabutti è particolarmente legato al Malcantone, dove vive in una casa in pietra della fine dell’800. Ama la natura e nel tempo libero si occupa di un apiario. Agli studenti che conoscono poco il Ticino suggerisce itinerari per ogni tipologia di escursionista, dai boschi ai laghetti alpini: per chi vuole conoscere il territorio senza fare molta fatica consiglia infatti il Sentiero delle meraviglie tra Novaggio e Aranno; per chi invece vuole investire piu energie consiglia il piano della Greina, un percorso di circa sette ore tra la diga del Luzzone e il Pian Gierètt; infine, per chi ha meno tempo a disposizione, un’andata e ritorno in teleferica da Rodi, in valle Leventina, con visita del laghetto del Tremorgio. 

Oltre alle meraviglie naturali del territorio, vicine ai centri urbani, e i collegamenti ottimali con città come Milano e Zurigo, il valore aggiunto che gli studenti di medicina all’USI possono trarre dal territorio ticinese risiede per Gabutti nella rete ospedaliera di prossimità e nell’entusiamo che è stato riposto in questo progetto universitario dai contenuti innovativi. "La la rete di ospedali è un plusvalore che gli studenti toccheranno con mano nel corso delle due giornate cliniche a settimana previste dal programma di Master: avranno la possibilità di verificare e approfondire continuamente le proprie conoscenze e competenze in presenza dei pazienti. Inoltre, la presenza sul territorio di diversi istituti di ricerca offrono un'immersione completa nella ricerca di base agli studenti interessati” conclude.

 

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