In pandemia scoppia la moda social, "ma attenzione al diritto di stare offline"

(Foto di Edward Jenner, da Pexels)
(Foto di Edward Jenner, da Pexels)

Servizio comunicazione istituzionale

La pandemia ha cambiato drasticamente le nostre abitudini tecnologiche spingendo anche i più scettici e gli over55 a cercare nella tecnologia nuove vie per socializzare. La direzione è quella che ci vede immersi in un mondo digitale fatto di app, social network e emozioni condivise attraverso lo schermo. Come leggere questo cambiamento senza dimenticare che a volte stare offline è nostro diritto? Su Cooperazione un’intervista a tutto tondo alla Prof.ssa Katharina Lobinger.

Secondo Katharina Lobinger, Professoressa assistente di comunicazione online presso la Facoltà di comunicazione, cultura e società dell’USI “una persona deve essere libera di poter scegliere, sempre e comunque” se stare on o offline. Per questo, aggiunge, “andrebbe sempre proposta una via analogica, alternativa a quella tecnologica […] La sfida della società è di trovare un equilibrio tra ciò che è online e ciò che è offline”.

Tuttavia al fine di evitare l’accrescersi del divario digitale, per Katharina Lobinger occorre che vi sia un’informazione chiara, poiché “quando la gente capisce che un’innovazione tecnologica può rendere più semplice la vita e senza rischi, si rassicura e prende confidenza coi nuovi mezzi”.

Potete trovare lintervista integrale alla professoressa Katharina qui: www.cooperazione.ch/incontri/2020/cosi-la-vita-fa-tiktok-287398/

 

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