La scienza dei dati per un Ticino ancora più "intelligente"

Defibrillatore della Fondazione Ticino Cuore in Piazzetta a Castagnola, Lugano (© Ti-Press / Gabriele Putzu)
Defibrillatore della Fondazione Ticino Cuore in Piazzetta a Castagnola, Lugano (© Ti-Press / Gabriele Putzu)

Servizio comunicazione istituzionale

14 Aprile 2021

La scienza dei dati ci aiuta a studiare le cause principali di decessi extra ospedalieri - come l'arresto cardiaco, la sindrome coronarica acuta e l'ictus cerebrale - e a sviluppare soluzioni d'intervento 'intelligenti' e all'avanguardia, grazie a un progetto dell'USI che si svolge in collaborazione con il Cardiocentro Ticino, la Fondazione Ticino Cuore e la Federazione Cantonale Ticinese Servizi Ambulanze. Il progetto, in corso già dal 2018, ha appena ricevuto un nuovo ulteriore finanziamento dal Fondo nazionale svizzero per la ricerca.

Le manifestazioni acute delle malattie cardiovascolari richiedono tutte tempi di intervento molto rapidi (pochi minuti) onde evitare il decesso del paziente, quindi non solo per garantirne la sopravvivenza ma anche per ridurre le conseguenze neurologiche negative da una mancata ossigenazione del cervello durante l'evento acuto.

"Abbiamo sviluppato nuovi modelli statistici e algoritmi che riescono a integrare diverse fonti di dati fra cui principalmente quelle messe a disposizione dai partner del progetto, ma anche dati ambientali e meteorologici collezionati da MeteoSvizzera, e altri dati socio-demografici provenienti dall’Ufficio di statistica del Cantone Ticino", spiega Antonietta Mira, professoressa ordinaria di Statistica presso la Facoltà di scienze economiche e direttrice del Data Science Lab dell'USI.

L’obiettivo del progetto è ridurre i tempi di intervento per le emergenze cardiovascolari, portando a una diminuzione significativa della mortalità e a un miglioramento neurologico dei sopravvissuti. Questo obiettivo può essere raggiunto individuando le aree ad alto rischio di eventi cardiovascolari e prevedendo tempestivamente e con accuratezza le aree a rischio futuro più elevato, tenendo conto di caratteristiche demografiche, fattori socio-economici, climatici e ambientali. "Produrremo mappe di rischio cardiovascolare sul territorio ticinese, aggiornate settimanalmente, che saranno a disposizione degli organi di pronto intervento medico così da ottimizzare la sorveglianza delle zone più a rischio da parte di soccorritori e polizia, riducendo i tempi di arrivo delle ambulanze e il tempo di intervento e pronto soccorso. Una volta sviluppato nella sua interezza, il progetto avrà ampie ricadute socio-sanitarie e potrà essere applicato ad altre realtà svizzere ed europee", dichiara la Prof.ssa Mira.

"Grazie a questo importante sostegno alla ricerca, che coinvolge anche brillanti studenti di Master e di dottorato dell'USI, per i prossimi quattro anni si continuerà su questa linea di ricerca interdisciplinare che ha già portato a importanti pubblicazioni su riviste internazionali, comunicazioni a convegni incentrate sulla definizione di nuove metodologie per migliorare il posizionamento strategico di defibrillatori automatici sul territorio ticinese", spiega il Prof. Dr. Angelo Auricchio, Vice primario di Cardiologia presso Cardiocentro Ticino e co-direttore del Center for Computational Medicine in Cardiology dell'USI.

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