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Finanze federali, l'USI nel gruppo di esperti sul problema delle eccedenze di bilancio

Il Consiglio Federale in seduta ordinaria (fonte: www.admin.ch)
Il Consiglio Federale in seduta ordinaria (fonte: www.admin.ch)

Servizio comunicazione e media

Nel mese di febbraio 2017, un gruppo di esperti è stato incaricato dal Consiglio federale di esaminare gli effetti della Legge sul freno all’indebitamento (entrata in vigore nel 2003) e di formulare raccomandazioni in tema. Le eccedenze nel bilancio della Confederazione registrate a consuntivo negli ultimi anni, infatti, hanno sollevato alcuni interrogativi sull’efficacia di tale strumento.     

Patricia Funk, professore straordinario presso l’Istituto di economia politica dell’USI (Facoltà di scienze economiche), è stata invitata dal Presidente del gruppo di esperti, il Prof. Jan-Egbert Sturm del Centro di ricerche congiunturali (KOF) dell’ETH Zürich, a far parte della squadra, in virtù delle sue competenze nel campo dell’economia politica e delle istituzioni politiche. 

Le discussioni e le analisi del gruppo di esperti, condotte nell’ambito di una serie di sessioni a Berna, hanno tratto spunto dalla teoria microeconomica e dalla conoscenza dei modelli macroeconomici. Per la Prof. Funk, “una parte delle differenze di bilancio tra preventivo e consuntivo è dovuta alla sovrastima dei tassi d’interesse e di inflazione, che sono risultati inaspettatamente bassi a seguito della crisi finanziaria del 2008. Poiché gli errori di stima possono andare anche nella direzione opposta, non è chiaro se le eccedenze di bilancio persisteranno nella stessa misura anche in futuro. Inoltre, l’introduzione del Nuovo modello di gestione dell’Amministrazione federale (NMG), avvenuta all’inizio di quest’anno, potrebbe ridurre l’entità delle future differenze di bilancio. Al Consiglio federale abbiamo quindi raccomandato di non modificare lo strumento del freno all’indebitamento. Se in futuro dovessero persistere differenze di bilancio in positivo, allora si potrebbe pensare di utilizzare tali eccedenze, per esempio, per ridurre le imposte.”    

La Prof. Funk è “felice dei risultati ottenuti dalla perizia, che di fatto contribuiranno a definire le future politiche fiscali della Confederazione. Questo mandato è un riconoscimento della ricerca che i miei colleghi e io stiamo conducendo all'Istituto di economia politica dell’USI". 

In occasione della sua seduta del 30 agosto scorso, il Consiglio federale ha in effetti preso atto delle raccomandazioni formulate dal gruppo nel suo rapporto finale e ha deciso di continuare a vigilare sullo sviluppo delle differenze di bilancio tra i valori preventivati e quelli effettivi e, nella primavera del 2019, di esaminare possibili varianti di intervento, anche sulla base di ulteriori rapporti stilati dal Dipartimento federale delle finanze.  

Il comunicato del Consiglio federale e il rapporto del gruppo di esperti (in francese e in tedesco, allegato al comunicato) sono disponibili qui: www.admin.ch/gov/it/pagina-iniziale/documentazione/comunicati-stampa.msg-id-67922.html

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