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Dipingere in copia. Da Roma all'Europa

Servizio comunicazione istituzionale

Come distinguere una copia da un originale? Quali opere e modelli l'artista deve studiare per raggiungere i grandi maestri? La questione del come e del cosa copiare è una costante nel dibattito teorico sull'educazione del pittore in Europa nella prima età moderna e uno dei temi centrali della disciplina storico-artistica.

Il prossimo Giovedì 28 febbraio alle ore 18.00 nell’aula A21 del campus di Lugano, avrà luogo la presentazione del libro della Dr. Carla Mazzarelli intitolato Dipingere in copia. Da Roma all'Europa (1750-1870), nel corso della quale interverranno Liliana Barroero e Giovanna Capitelli dell’Università degli studi Roma Tre), Christoph Frank e Stefano Prandi dell’USI, rispettivamente direttore dell’Istituto di storia e teoria dell’arte e dell’architettura (ISA) e direttore dell’Istituto di studi italiani (ISI).

Biografie di artisti, storie e trattati d'arte, lettere pittoriche, dizionari artistici consentono di ripercorrere i molteplici ruoli, significati e funzioni affidati alla copia pittorica dal Rinascimento al Romanticismo. A fare eco alle teorie sono però le pratiche artistiche, quelle soprattutto che si declinano sullo sfondo di Roma, capitale cosmopolita della formazione artistica tra la metà del XVIII secolo e la fine del potere temporale della Chiesa. Diari di viaggio, taccuini, carteggi degli artisti, le richieste per ottenere una licenza a copiare in musei, palazzi e chiese: attraverso i molti racconti che emergono da questa cospicua documentazione, nel libro della Dr. Carla Mazzarelli, che insegna sia all'ISA (Museologia e Museografia) che all'ISI (Storia dell'arte moderna), vengono restituite continuità e fratture della scuola di Roma tra età dei Lumi e seconda Restaurazione. La copia pittorica dalle opere di Raffaello, di Michelangelo e del Seicento romano è tuttavia anche un oggetto di esportazione, richiesto da Accademie e committenti di tutta Europa, a Londra, San Pietroburgo come a Parigi. Intermediari, accademie e artisti si confrontano, entrano in competizione e dall'utopia di un sapere universale e condiviso, si definisce, progressivamente, l'ambizione per il costituirsi delle reciproche scuole artistiche nazionali.

La pubblicazione è edita in collaborazione con l’Istituto di storia e teoria dell'arte e dell'architettura. Per maggiori informazioni: http://www.campisanoeditore.it/schede/0172.html

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